Sono più di 200 gli spaventapasseri che nei giorni scorsi si sono… iscritti all’omonima Festa in loro onore che scatterà domenica 1 maggio a Castellar. Alcuni giungono dalla Francia, due dalla Liguria, altri dai Centri diurni e dalle scuole del circondario, altri ancora dal centinaio di case che danno corpo a questo splendido Borgo disegnato dalla mano dell’uomo ai piedi di uno sperone roccioso che ospita il castello. L’anno scorso ne arrivò uno addirittura dalla Sicilia e non è detto che torni a farsi vivo anche quest’anno. Le cifra dei “partecipanti” alla Festa è aggiornata a qualche giorno fa, e non è detto che non possa crescere ancora.
Quella che verrà inaugurata domenica 1 maggio prossimo è la 17^ edizione della “Festa degli spaventapasseri”. Durerà sino alla domenica successiva, in una sorta di pellegrinaggio infinito di migliaia e migliaia di grandi e piccini che renderanno onore a queste “sentinelle dei campi” che già il manifesto dell’evento celebra a dovere: “Lo spaventapasseri che veglia sul campo di grano vale molto perché custodisce la vita che nasce… ”.
Silvano Borretta è colui che nel 1995 ebbe l’idea vincente di questa Festa. Oggi, dopo l’abbandono della vita politico-amministrativa locale, è il presidente dell’Associazione Culturale “Lo spaventapasseri”, che organizza sin nei minimi dettagli l’appuntamento.
Ci dice: “Saranno 8 giorni davvero intensi. Con le due domeniche dedicate alla massa, a quanti non possono venire in altri momenti. Nei giorni feriali saremo invece presi d’assalto da scolaresche e centri diurni: tutti saranno una ricchezza per il nostro piccolo paese, che ne trarrà benefici non soltanto economici ma anche sotto l’aspetto dell’immagine”.
Il programma ricalca un cliché ormai consolidato dal tempo. Gli artisti di strada, giocolieri e mimi accompagnati dalle dolci note delle arpe “Salvi” di Piasco (con Corrado Gallo a fare da direttore artistico), le note rock con i “Why-5”, la mostra fotografica “Gents” di Giorgio Burzio, le degustazioni di Pelaverga presso la cantina che porta il nome del vine prettamente del posto ed il castello con il suo museo di cimeli ed uniformi del Primo Risorgimento (davvero da visitare) saranno un po’ la colonna sonora della Festa. Cui andranno aggiunti le “Fisarmoniche del Monviso” (domenica 1 maggio) e il gruppo occitano “Ubac” (domenica 8).
Appuntamenti che faranno da coreografia ai veri protagonisti della settimana: gli umili e silenziosi spaventapasseri, ovvero i “ciciu”, ovvero le “sentinelle dei campi”. Saranno loro a trasformare una semplice “festa” in un appuntamento unico, senza eguali in altre parti del mondo.




