Eventi - 29 aprile 2011, 16:38

Visto da Mario Borgna: Viva il 1° Maggio, abbasso i "Ponzio Pilato"

Riflessione del nostro opinionista sulla festività di domenica

Visto da Mario Borgna: Viva il 1° Maggio, abbasso i "Ponzio Pilato"

In questi giorni molti organi di informazione hanno speso fiumi di inchiostro per sostenere la decisione assunta da molti sindaci sull’apertura dei negozi al 1° Maggio giorno della festa del lavoro. Non solo, hanno anche colto l’occasione per accusare il Sindacato di conservatorismo ideologico, incapace di comprendere che l’apertura dei negozi nei giorni festivi può dare alla nostra economia quella “ frustata” di cui ha bisogno. Siamo al ridicolo.

I consumi nel nostro Paese vanno male non perché i negozi sono chiusi alla domenica, ma come hanno evidenziato insigni economisti di ogni espressione politica la causa è dovuta alla caduta verticale del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, in sostanza mancano i soldi. Diventa difficile credere al miracolo che alla domenica i soldi si moltiplicano come i famosi “pani e pesci”. Nonostante ciò molti Sindaci a partire dalle grandi città come Torino, Milano, Firenze ecc… dietro alle pressioni ricevute da più parti hanno concesso con delibera la deroga alla chiusura degli esercizi al 1° Maggio e come Ponzio Pilato hanno dato la possibilità a chi vuole di esercitare la propria attività, non si sono neanche lontanamente posti il problema che la festa del lavoro va rispettata anche perché è una norma contrattuale sottoscritta da imprenditori e sindacato.

Se i primi a calpestare i diritti sono i Sindaci si può tranquillamente affermare che non c’è fine al peggio. Per suffragare le decisioni dei Sindaci il TG1 ha perfino fatto un sondaggio se era giusto lavorare il 1° maggio e la stragrande maggioranza dei cittadini ha risposto positivamente. Domanda: perché il sondaggio non è stato fatto tra le lavoratrici e i lavoratori che saranno costretti a lavorare? Perché le ragioni dei lavoratori vengono sempre dopo? A coloro che hanno affermato che alla domanda molti prestano la loro normale attività e quindi non possono esserci cittadini di serie A e di serie B, ricordo che da sempre il sindacato si è fatto carico di quelle che sono le necessità di pubblica attività e di servizio.

Così come per molti cicli lavorativi è impossibile fermare gli impianti ma tutto ciò è codificato da accordi fra le parti. Ma quando si mette in discussione un diritto contrattuale e il 1° Maggio perde il suo valore storico sull’altare della mercificazione dei diritti e del profitto (quale!!!!) ci si incammina su una china preoccupante. In ogni caso prendiamoci il 1° Maggio alla faccia dei modernizzatori e dei “Ponzio Pilato”.

Mario Borgna

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