Sono iniziate ieri, lunedì 2 maggio, le operazioni di sostituzione e di conseguente posizionamento dei nuovi cassonetti per la raccolta differenziata nelle frazioni di Revello. Un’operazione che l’Amministrazione avrebbe voluto realizzare assai più tempestivamente ma a volte anche le intenzioni migliori e più meritevoli cozzano contro lacci e lacciuoli della burocrazia sino a rallentare a dismisura, quando non a fermarsi del tutto. Per accedere a “proprio” eco-punto ciascuno dovrà essere dotato di una chiave: coloro che ancora non l’avessero o che non avessero ancora ricevuto la lettera di convocazione alle serate di distribuzione, possono recarsi presso l’Ufficio relazioni con pubblico del Comune, sito al piano terra del palazzo municipale ed aperto tutte le mattine, per ritirarne una copia.
L’Amministrazione che fa capo al geometra Ugo Motta, come succede ogni qualvolta qualcuno o qualcosa giunge a cambiare abitudini vecchie di secoli, di questi tempi sembra essere diventata un po’ il bersaglio preferito delle critiche dei frazionisti. Per contribuire a fare chiarezza sullo spinoso argomento, da Palazzo ribadiscono a pieni polmoni cinque punti fondamentali.
1. La realizzazione di questi eco-punti non è il frutto di un mero capriccio dell’Amministrazione di turno, bensì una scelta congiunta tra il Consorzio C.S.E.A. ed i Comuni che ne fanno parte.
2. Il servizio di raccolta e smaltimento è gestito dal Consorzio C.S.E.A. ed il Comune ha poche possibilità di incidere, con modifiche e suggerimenti, su tale servizio.
3. Per evitare pesanti sanzioni, si parla di tariffe addirittura doppie di quelle in atto oggigiorno – causate sì dall’indifferenza e dall’inciviltà di qualcuno, ma che finirebbero con l’interessare le tasche di tutti, anche dei cittadini diligenti e rispettosi delle regole – è necessario che la percentuale della differenziata, entro il prossimo anno, raggiunga quota 65%.
4. Affinché il processo di riciclo e recupero dei rifiuti possa andare a buon fine, è necessario che la raccolta differenziata a livello domestico sia eseguita correttamente. Ad oggi il servizio costa 360mila euro ed il Comune ne incassa solo 340mila, con una evidente perdita secca di ben 20mila euro.
5. L’Amministrazione Comunale vorrebbe di dotarsi quanto prima di un nuovo regolamento, con il quale trasformare la “tassa” per la raccolta dei rifiuti in “tariffa”, ma al momento la Legge sul Federalismo Municipale ha “congelato” ogni possibilità di modifica.
Sulla materia tutti pensano di avere la soluzione ottimale a portata di meno. Qualcuno ha proposto un porta a porta esteso alla campagna ma solo una volta al mese (senza prendere in considerazione il “come” e soprattutto il “dove” ammassare i rifiuti prodotti in un mese intero). Altri, ma questi non sono certo un’esclusiva di Revello, avrebbero voluto un eco-punto comodo, meglio ancora se dislocato sul terreno del vicino. Altri hanno proposto di eliminare tutti i cassonetti presenti sul territorio e di far conferire a tutti i cittadini tutti i rifiuti presso l’eco-isola, non pensando al disservizio che si sarebbe dato alla popolazione Altri hanno accusato l’Amministrazione comunale di non avere fatto il possibile per informare al meglio la gente su come si debba fare per differenziare veramente al meglio.
Ma la realtà è anche quella che, quando il Comune chiama all’appello per farlo, sono sempre in pochini a rispondere. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale ha redatto, a spese proprie, un “dizionario dei rifiuti” che presto verrà distribuito ad ogni utenza e sarà anche tradotto nelle principali lingue per gli extracomunitari. Nel frattempo sono già state elevate le prime multe per il non corretto conferimento o a persone che seppure residenti in zona dove c’è il porta a porta, preferivano scaricare la propria monnezza nei più… comodi cassonetti frazionali.




