Politica - 13 giugno 2011, 14:00

Il Gal Terre Occitane ha un nuovo CdA, parecchio simile a quello precedente

La presidenza rimane a Dante Rigoni, della Valle Varaita, mentre la Valle Po, ancora al palo, è costretta a prendere atto della sua “debolezza politica”

La cartina geografica dei territori che fanno parte del Gal delle Terre Occitane

La cartina geografica dei territori che fanno parte del Gal delle Terre Occitane

Alla notizia manca ancora l’ufficialità, che avverrà con la pubblicazione all’albo (pretorio e non) della relativa delibera, ma da mercoledì scorso il GAL, il Gruppo Azione Locale Tradizione delle Terre Occitane che ha sede a Caraglio in via Cappuccini 29, ha un “nuovo” Consiglio d’Amministrazione. Un Consiglio d’Amministrazione che, nella sua composizione ed ancor più nella distribuzione delle poltrone di comando, è parecchio simile a quello che le indiscrezioni davano per certo da parecchie settimane.

Sono tre le new entry nel Consiglio d’amministrazione, la cui presidenza - in barba alle “rimostranze” della Valle Po – rimarrà ancora fermamente nelle mani di Dante Rigoni (Valle Varaita, vicesindaco di Frassino). La prima è quella di Roberto Vaglio, consigliere comunale di Crissolo, uomo di fiducia ed amico personale del presidente della Comunità montana Aldo Perotti, in rappresentanza della Valle Po, che entra nel Consiglio al posto del sindaco di Rifreddo Cesare Cavallo. La seconda è invece quella di Ines Cavalcanti, rappresentante delle Chambra Doc, gradita al sindaco di Ostana Giacomo Lombardo, che andrà ad occupare la seggiola lasciata vuota dal direttore dell’Ascom di Saluzzo Pasquale Cordasco, uomo di Alberto Anello. La terza è quella di Gian Marco Pellegrino (Camera di Commercio di Cuneo), vice dello stesso Anello alla guida dei Commercianti saluzzesi, che prenderà invece il posto di Andreino Durando.

Completerebbero il nuovo CdA il vicepresidente Livio Bertolotti (Confcooperative) ed i consiglieri Giovanni Fina (CM Valle Maira), Giorgio Ariaudo (CM Valle Grana), Raimondo Sacco (CR Saluzzo), Roberto Poetto (Confartigianato), Sara Ferrero (Coldiretti) e Giuseppe Origlia (Ascom Cuneo).

La Valle Po, che da almeno due legislature aspetta di vedersi assegnata la poltrona presidenziale per un accordo mai scritto, rimarrà ancora un volta al palo. Coloro che qualche settimana fa, a proposito del mancato rispetto dell’impegno, ci dicevano senza peli sulla lingua che non vedersi assegnata la carica, per la Valle Po, sarebbe equivalso “ad un segno di una debolezza politica davvero preoccupante oltre che ad un mancato riequilibrio della distribuzione dei contributi sul territorio” oggi sono scomparsi. Oppure cercano di convincere se stessi e gli altri che la presenza nel CdA dell’ex assessore regionale Roberto Vaglio sia comunque “una vittoria”. Cosa in effetti assai lontana dalla realtà, perché la Valle Po esce ancora una volta sconfitta e bistrattata (per non usare termini peggiori) dal gioco delle parti.

Il Gal Tradizione delle Terre Occitane è il più vasto del Piemonte e si occupa di valorizzare il proprio tessuto produttivo tradizionale, per i quali ha creato e registrato un Marchio che sia difesa della qualità e della tipicità locali, ma anche strumento di integrazione, in modo che il patrimonio comune non vada disperso, ma diventi invece un punto fermo da cui partire per il rilancio delle tante attività. Gli Enti Pubblici (CM Valle Stura, CM Valli Grana e Maira e CM Valli del Monviso) posseggono il 60% delle quote, quelli privati  il restante 40% con la CR Saluzzo a fare la parte del leone grazie ad un imponente 16,41%.

Walter Alberto

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