Si è aperto con un minuto di raccoglimento per le vittime delle alluvioni degli ultimi giorni e con un saluto a Franco Mellano, uno dei progettisti del nuovo piano regolatore cittadino recentemente scomparso, il consiglio comunale di Bra che si è riunito lunedì 7 novembre. Gran parte della discussione è stata monopolizzata dalle interrogazioni che i consiglieri hanno rivolto al sindaco Sibille ed ai suoi assessori, in una seduta nel corso della quale l'assemblea presieduta da Fabio Bailo ha approvato alcune importanti deliberazioni.
Il consiglio braidese ha infatti approvato unanimemente l'estensione da diciotto mesi a tre anni della convenzione intercomunale per il conferimento all'Asl Cn2 dei servizi socio-assistenziali in precedenza svolti dal consorzio Intesa, garantendosi così la possibilità di partecipare ad un bando di finanziamento regionale ed evidenziando il ruolo di Bra quale capofila dell'iniziativa. Allo stesso modo, l'unanimità è stata trovata per l'approvazione definitiva della trentacinquesima e ultima variante al vigente piano regolatore. Ritirata dalla giunta, in attesa di approfondimenti più ampi sul tema, la deliberazione di indirizzo sulla dismissione di tre partecipazioni detenute dall'amministrazione comunale. Si tratta di quelle nelle società Ca.In. srl (gestione canile intercomunale), Coincre srl (gestione ara crematoria) e Geac spa (gestione aeroporto di Cuneo).
Poi l'assessore Alberto Rizzo ha presentato la mozione che impegna l'amministrazione ad attivarsi per evitare la soppressione degli uffici giudiziari presenti in città: “Quando l'ultima manovra finanziaria ha previsto una drastica riduzione del servizio giustizia, diminuendo le sedi ma dando la possibilità agli enti locali di mantenere gli uffici del giudice di pace a condizione di farsi carico delle spese amministrative, abbiamo sentito il dovere di intervenire con la massima solerzia attraverso il distacco di un dipendente comunale”. Secondo il sindaco Bruna Sibille si tratta di un classico caso di “federalismo per abbandono, obbligando i comuni a mantenere i servizi solo al costo di mettere moneta sonante nel piatto. La nostra è stata una risposta politicamente necessaria non solo per non mettere in discussione l'ufficio del giudice di pace ma soprattutto l'intera sezione del tribunale”.
“E' una mozione importante, perché una città di trentamila abitanti deve orgogliosamente spendersi affinché queste strutture siano mantenute” - ha detto Gianni Comoglio (Progetto Bra), mentre Claudio Gallizio (capogruppo Pd) ha richiamato l'attenzione del consiglio sulla necessità di “non dividersi sulle questioni importanti del nostro territorio, come la giustizia o la sanità”, con Pier Giorgio Pirra (capogruppo Bra futura) che ha rammentato la “funzione sociale e popolare di un istituto quale il giudice di pace”. Al voto, i consiglieri dei gruppi Pdl e Lega nord hanno deciso di astenersi vista la mancata quantificazione puntuale dei costi dell'intervento a carico dell'amministrazione comunale.





