Caro Direttore,
in risposta alla mail “Pericolosi e maleducati i ciclisti che scorrazzano per corso Nizza ignorando la ciclabile” mi permetto di far notare che i ciclisti in attesa del segnale verde al semaforo (ciclisti fermi al semaforo rosso, vicino al marciapiede, affiancati successivamente, alla loro sinistra, da automobili o altri veicoli) in corrispondenza dell’incrocio fra corso Nizza e corso Giolitti/corso Brunet sono perfettamente in regola con il Codice della Strada, che non prevede l’esclusivo utilizzo della carreggiata stradale da parte dei mezzi a motore (si vedano fra gli altri gli artt. 46 e 50 del Nuovo Codice della Strada - Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285).
Faccio notare che nel tratto oggetto della fotografia non esiste pista ciclabile e pertanto i ciclisti possono utilizzare la sede stradale per i loro spostamenti quale percorso più idoneo, anzi a norma di legge: la didascalia mi pare pertanto poco appropriata (tra parentesi mi sembra piuttosto pericoloso che il lettore lievemente irritato scatti fotografie quando è alla guida - almeno così sembra dalla prospettiva dell'immagine - di un mezzo pronto alla marcia).
Concordo invece con il lettore circa la necessità di un comportamento di buon senso e rispettoso del Codice della Strada anche da parte dei ciclisti (lo dico da quotidiano utilizzatore delle piste ciclabili di Cuneo, in favore delle quali spezzo sicuramente una lancia), evitando posizioni di scontro fra inesistenti categorie di “automobilisti inquinatori” e “ciclisti ecologisti”.
Cordiali saluti
Danilo, ciclista non estremista (Mail firmata)





