Al Direttore - 10 novembre 2011, 16:28

"Poco delicato" per l'assessore il nostro titolo sul riordino degli enti locali

Ci scrive Elena Maccanti: "Equivoca il percorso serio che la Regione sta mettendo in atto per risolvere il problema del personale delle Comunità montane e di quello precario della Regione"

Elena Maccanti

Elena Maccanti

Egr. Direttore,

ringrazio del puntuale resoconto pubblicato sulle pagine web di “targatocn.it” rispetto al mio intervento all’incontro organizzato ad Alba per fare chiarezza e approfondire a sindaci e amministratori del territorio il percorso di riordino degli enti locali che coinvolge in modo forte anche il Piemonte.

Se l’articolo dà senza dubbio conto delle  mie parole, mi permetto di sottolineare che il titolo scelto “Cancellazione Comunità montane: 435 dipendenti da sistemare e 209 precari a casa” equivoca, a mio giudizio, il percorso serio che la Regione Piemonte sta mettendo in atto per risolvere il delicato problema del personale delle Comunità montane e del personale precario della Regione. La Regione non ha mai pensato di lasciare a casa i precari dell’ente per far entrare i dipendenti delle Comunità montane. Si tratta, infatti, di scenari ben distinti che, se accostati, rischiano di aprire una “guerra tra poveri” che non giova a nessuno, soprattutto quando di parla di persone e posti di lavoro.

All’interno del più ampio dibattito sulla riorganizzazione degli enti locali, ho aperto il tema delle Comunità montane, che dovranno trasformarsi in Unioni di Comuni, senza regole calate dall’alto ma sulla base della volontà dei sindaci e dei Consigli comunali. In particolare, ho precisato che la Giunta regionale, nonostante gli allarmismi di molti Presidenti di Comunità montane, ha dimostrato concretamente l’interesse nei confronti della montagna confermando, nonostante le gravissime difficoltà del bilancio regionale, tutti i fondi regionali e sbloccando, proprio pochi giorni fa, il capitolo degli stipendi dei dipendenti delle Comunità montane.

Per continuare a garantire queste professionalità, la Regione sta disegnando un percorso di tutela, suddiviso in diverse strade, ovvero l’accompagnamento alla pensione, l’esonero, la copertura dei posti liberi in Regione e negli enti locali attraverso un meccanismo di incentivi decrescente negli anni.

A dirla tutta, proprio da chi alza la voce in maniera ingiustificata, mi sarei attesa un percorso di autoriforma, che oggi avrebbe reso questo il percorso di riordino del sistema molto più semplice.

Questo scenario è ovviamente a prescindere dalla questione dei 209 precari della Regione Piemonte, verso i quali la Giunta, nonostante la strada sia stata resa impervia guardacaso dalla precedente amministrazione di centro sinistra, ha tentato ogni strada per evitare che il loro percorso di stabilizzazione contrasti con i limiti previsti dalla normativa nazionale. E’ una strada aperta che oggettivamente non sappiamo come andrà a finire. Ma nel rispetto, anche sotto il profilo umano di queste professionalità, mi è personalmente dispiaciuto leggere un titolo forse poco delicato.

Con l’occasione Le porgo i miei più cordiali saluti  

Elena Maccanti





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