L’unanimità della Giunta Comunale ha approvato nei giorni scorsi il progetto “preliminare” dei lavori necessari al rinnovo della vita tecnica della sciovia “Fontanone” predisposto dall’ingegner Nicola Mastropasqua di Pianezza. Per il momento il progetto servirà per richiedere (ed ottenere) una proroga della vita tecnica della stessa sciovia all’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi di Torino, l’organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Poi bisognerà pensare davvero a tradurlo in realtà, pena la chiusura dell’impianto.
Dopo quelli mossi in direzione dell’analogo problema toccato in sorte alla seggiovia biposto, si tratta comunque di un altro, consistente passo che permette di guardare con un briciolo in più di ottimismo al futuro della stazione sciistica a capitale interamente pubblico di Pian Munè di Paesana. Gli altri saranno l’approvazione dei progetti “definitivo” ed “esecutivo”, e poi, se si troveranno i soldi necessari alla realizzazione dell’opera, al suo appalto.
Gli euro necessari per condurre il tutto felicemente in porto sono tantissimi: 737.039,60. La realizzazione delle opere elettromeccaniche ne richiederà 480mila, 80mila le opere civili, 17.100 gli imprevisti, 69mila le spese tecniche (rilievi, progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, direzione lavori, misura e contabilità, coordinamento della sicurezza in esecuzione, collaudo statico, assistenza al collaudo ministeriale, spese accessorie), 3.400 le spese per il responsabile del procedimento (il geometra Andrea Caporgno, dell’Ufficio Tecnico Comunale) e 74mila l’Iva.
La cifra – che va ad aggiungersi ai 699.471,55 necessari per i lavori sula seggiovia biposto - divide un po’ i pareri della gente, fra quanti ritengono Pian Munè una priorità del paese e quanti invece vedrebbero meglio quei soldi investiti su altre e più reali necessità del paese, quali – tanto per limitarci ad un esempio che è sotto gli occhi di tutti - di una rete viaria che in estesi tratti sembra davvero un groviera.
Per la seggiovia biposto, lo scorso 16 dicembre, l’Amministrazione Comunale si era vistao assegnare un contributo in conto capitale di 400mila euro dalla Direzione Cultura, Turismo, Sport della Regione Piemonte atto a garantire quella apertura della stazione che passa obbligatoriamente per la revisione generale della propria seggiovia biposto, da tempo in odore di esaurimento della vita tecnica. Si tratta di un “co-finanziamento” ed impegnerà l’Amministrazione Comunale a rendersi garante del reperimento dei quasi 300mila euro mancanti al raggiungimento della cifra necessaria prevista per la realizzazione dell’opera. Una cifra che il Comune metterà insieme ricorrendo in parte – circa 70mila euro – a fondi propri ed in parte con l’accensione di un mutuo che, sommato a quello stipulato per la realizzazione dell’asilo, lo indebiterà pesantemente, minando sin da oggi eventuali progetti delle amministrazioni future.
Anche la sciovia Fontanone subirà la stessa sorte? E’ quanto tutti sperano. “Nessuno di noi, né in maggioranza, né all’opposizione, vuole vedere la morte della stazione sciistica di Pian Munè, anzi…” aveva credibilmente detto il sindaco Mario Anselmo in uno scorso Consiglio Comunale.
Resta il fatto che se la Regione dovesse contribuire in egual misura anche al progetto inerente lo skilift, per il Comune si tratterebbe di racimolare almeno altri 300mila euro, stimati per difetto. E in maggioranza sono più d’uno coloro che si chiedono fino a quando si potranno immolare le necessità di un paese sull’altare delle esigenze della propria stazione “sanguisuga”. Una stazione che, non appena garantiti vita e funzionamento per la propria seggiovia biposto, già si trova ad affrontare lo stesso scoglio (e spese addirittura superiori) per lo skilift che risale la splendida conca di Pian Croesio mentre all’orizzonte si profilano anche le spese per il secondo lotto dei lavori della struttura ricettiva nata immediatamente a valle della seggiovia.
Sulla domanda “Ne vale la pena?” il dibattito è aperto.




