Gli scheletri sono normalmente nell’armadio. Mombasiglio però i suoi li ha lì, proprio in bella vista, proprio in paese. Una residenza per anziani che sembra dover aprire “domani” ma non ci riesce. Un ostello della gioventù che “invecchia” senza esser mai nato per davvero. Un campo sportivo che “rincorre” la massiccia frequentazione di atleti.
Siamo dunque tornati da queste parti, ai piedi del torrente Mongia poco prima di Ceva, a curiosare cosa sia - e se sia - cambiato qualcosa in tutti questi mesi. Scopriamo che la convenzione del complesso sportivo - di cui vi abbiamo già raccontato – è scaduta. Bene, e allora? Allora occorrerà procedere a un nuovo affidamento per la sua gestione. Operazione che a rigor di logica sembra tutt’altro che facile.
L’intera area risponde alle più gettonate pratiche sportive. E la sua gestione richiede dispendio di mezzi ed energie in un luogo che non pare avere sufficiente frequentazione. O meglio, non in proporzione alla sua capacità d’offerta. Il pacchetto è all inclusive. Proprio come i viaggi, anche se questo pare a naso uno di quelli “senza ritorno”.
Ci sono un campo da calcio, uno da tennis, uno da calcetto, uno da beach volley, i relativi spogliatoi, una sala polivalente con tennis da tavolo e biliardo, il parco giochi bimbi, la pista da ballo, la tettoia e tutti gli arredi e le attrezzature necessarie alla pratica degli sport e del divertimento. La futura convenzione è stilata in modo tecnico, preciso e severo. Molti i vincoli anche legali imposti all’ipotetico nuovo gestore. Il che ha una sua logica: la tutela degli interessi del comune mombasigliese.
E la necessità di rigore applicata, più che legittima, potrebbe in un certo senso accentuare l’effetto “isolamento” di cui già soffre l’area. Perché? Il complesso sportivo di Mombasiglio non sembra rispondere alle più comuni leggi di mercato: “domanda e offerta” si sa non guardano in faccia proprio a nessuno.







