I dati del III trimestre 2011 evidenziano un rallentamento del tessuto produttivo locale, in coerenza con il clima di incertezza che caratterizza lo scenario economico e finanziario internazionale. Nel periodo luglio-settembre 2011, la variazione tendenziale grezza della produzione industriale (ossia confrontata sullo stesso trimestre dello scorso anno) risulta essere per il Piemonte pari a +3%. A livello territoriale, si rilevano tendenzialmente performance positive nella maggior parte delle province. Biella (+5,9%) e Torino (+4,9%) conseguono i risultati migliori, superiori alla media regionale. Inferiori al dato Piemontese, ma comunque positive, le variazioni tendenziali della produzione industriale registrate nei territori di Cuneo (+2,6%), Alessandria (+2,4%), Asti (+2,1%) e Novara (+0,5%). Risultano invece negative le variazioni dell’output prodotto dai comparti manifatturieri delle province del Verbano Cusio Ossola (-0,2%) e Vercelli (-2%).
Questi sono alcuni dei dati emersi dalla 160ª Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre 2011, coordinata dall’Unioncamere Piemonte in collaborazione con le Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata realizzata su un campione di 1.242 imprese industriali piemontesi con un numero complessivo di 96.717 addetti e un valore pari a 38,6 miliardi di euro di fatturato. La performance del tessuto produttivo locale trae origine dai buoni risultati di quasi tutti i principali comparti dell’economia regionale. Le industrie meccaniche registrano un incremento tendenziale dell’output prodotto del 8,6%, seguite dalle industrie tessili dell’abbigliamento e delle calzature, che concretizzano un aumento pari al 7,4%. Si collocano al di sopra della media regionale anche le variazioni tendenziali realizzate dalle industrie dei metalli (+5,4%) e dalle industrie elettriche ed elettroniche (+3,3%). Risulta inferiore alla media regionale, invece, l’entità di crescita messa a segno dalle industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche (+2,4%), da quelle alimentari (+1,3%). In calo il trend congiunturale delle industrie dei mezzi di trasporto (-1,8%).
Nel III trimestre 2011, l’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera cuneese è stata condotta su un campione composto da 170 imprese per un numero complessivo di 8.189 addetti e un valore pari a 2,8 miliardi di euro di fatturato. La variazione tendenziale grezza della produzione industriale in provincia di Cuneo è stata pari a +2,6 punti percentuali. I comparti economici provinciali presentano, in linea di massima, un buon andamento. Primeggia il settore tessile e abbigliamento (+14%), seguito dalle industrie alimentari (+5,2%) e dal metalmeccanico (+5,1%).
“Nonostante i dati dell’indagine congiunturale del III trimestre 2011 presentino una situazione tendenzialmente positiva, il ritmo di crescita sta progressivamente decelerando a causa del clima di incertezza e di preoccupazione derivanti dalla crisi economica e finanziaria - afferma il presidente della Camera di commercio, Ferruccio Dardanello. I comparti del tessile, dell’alimentare e del metalmeccanico riportano le migliori performance favorendo le esportazioni che si confermano l’unico motore della ripresa per le imprese cuneesi”.
Sotto il profilo dimensionale delle imprese, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le micro imprese (da 0 a 9 addetti) evidenziano un trend lievemente negativo della produzione (-1,2%), contrariamente a quanto registrato dalle imprese da 10-49 addetti e da quelle fino a 249 addetti, che rispettivamente rilevano un +3,4% e +6%. Gli ordinativi interni concretizzano un lieve aumento dello 0,8%, rispetto al III trimestre 2010. Il risultato è raggiunto grazie alla buona performance delle industrie tessili (+5,7%), metalmeccaniche (+4,1%) e alimentari (+3%), ma rallentato dal trend negativo delle altre industrie manifatturiere, che relativamente alle commesse interne hanno subito un calo del 3,9%. Dai dati analizzati emerge un positivo andamento degli ordinativi esteri (+2,7%), che confermano la tendenza delle imprese cuneesi a cercare nuovi mercati esteri, nonostante il fragile contesto nazionale e internazionale.
Decisamente trainante, ancora una volta, il comparto tessile e abbigliamento che, su base annua ha segnato un +17,1%. Anche il fatturato totale appare in crescita: le imprese manifatturiere registrano un incremento tendenziale pari al 3,2%, sostenuto da un’espansione del fatturato estero concentrato principalmente nei settori alimentare e tessile, in perfetta coerenza con il dato delle commesse estere. Il grado medio di utilizzo degli impianti della capacità produttiva si attesta al 68,35%, in buona crescita rispetto al dato del trimestre precedente (65,49%), ma ancora nettamente inferiore al dato registrato nel III trimestre 2010 (71,4%, %).
Il quadro delle previsioni per il prossimo trimestre ottobre-dicembre 2011 è molto cauto per le imprese cuneesi, che si attendono un rallentamento degli ordini interni e della produzione in generale, ma vedono con ottimismo l’andamento degli ordinativi esteri a conferma che l’export si conferma la carta vincente per quelle aziende che in questi anni hanno conquistato nuovi sbocchi di mercato all’estero.
Per ulteriori approfondimenti sull’Indagine congiunturale manifatturierawww.cn.camcom.it/congiuntura (c.s.)




