Un'annata vissuta sempre di corsa, o meglio sempre sui pedali con la necessaria prontezza nel dare il “colpo” decisivo per superare i tornanti più insidiosi: Sergio Piumetto, mente di pantanichannel.it, il “luogo” del web dove si misura giornalmente il termometro della passione per il grande campione di Cesenatico, racconta i passaggi significativi di un 2011 intenso, fatto di tante emozioni ma con un occhio anche a quello che sarà nel prossimo anno
Molti avvenimenti hanno scandito il 2011, nel ricordo di Marco Pantani. Urge tracciare un bilancio.
Il giudizio complessivo è positivo, ben olotre le più rosee aspettative; e quanto affermo è confermato dai numeri che, in questi casi, assumono una rilevanza decisiva. Il vernissage di Cherasco, l'inaugurazione del monumento sul Galibier, la Grimpèe de Legende (addirittura con le stesse condizioni meteo della leggendaria ascesa del Pirata nel luglio 1998) e l'apoteosi di Les Deux Alpes: un poker di eventi che hanno raccolto commenti positivi e adesioni massicce. Se penso all'ultimo appuntamento, sono state raddoppiate le presenze dei ciclisti e addirittura triplicate quelle degli italiani nella celebre località montana francese.
La maggior parte degli appuntamenti hanno avuto come scenario la Francia: oltralpe, Pantani è ancora molto amato, c'è un affetto intenso verso questo campione. In Italia le cose sembra vadano in maniera diversa. Per quale motivo?
Pantani in Italia ha un seguito vastissimo ed è amato dagli appassionati che non mancano di tributargli testimonianze di simpatia. Tuttavia, per una serie di motivi che appaiono incomprensibili, il “palazzo” non ha ancora riconosciuto al campione quella grandezza che è stata decretata dalle sue imprese sulla strada. All'estero, e in Francia in particolare, hanno dimostrato più maturità: hanno saputo cioè scindere il lato delle vicende private da quello pubblico del ciclista che ha infiammato le plateee con il suo coraggio e con il suo modo di intendere il ciclismo in termini quasi “eroici”, grazie a gesta intrise di valori quali il sudore, la lotta, il rifiuto di arrendersi alle difficoltà.
La comunicazione, oggi, regola la nostra vita, internet è davvero il quarto potere. Pantanichannel.it sostiene il mito dalla piattaforma virtuale. Dopo alcuni anni di esperienza, vedi segni tangibili di vicinanza al campione da parte degli internauti?
Marco Pantani è una delle figure dello sport moderno con il più ampio seguito sul web. Anche qui i numeri mi vengono in soccorso: con pantanichannel abbiamo toccato da tempo il tetto del milione di visitatori da 93 nazioni differenti. Adesioni, quindi, costanti e sempre in crescita dal momento che cerchiamo di aggiornare ogni sezione di questo spazio sul web. Anche da Facebook abbiamo ottenuto riscontri incoraggianti: 100.000 “likes”, ovvero segnali di gradimento, sono una testimonianza significativa. Fermo restando che, non abbiamo fatto ricorso a campagne pubblicitarie: Pantani è mito, e il mito non necessita di sostegni, perchè si alimenta da solo.
Con il 2012 alle porte, si prospetta un restyling del sito?
Certo. Dal 14 febbraio, in concomitanza con l'ottavo anniversario della morte di Marco, pantanichannel.it si proporrà con una nuova veste. I visitatori non vedranno solo un nuovo look del portale ma avranno modo di apprezzare l'inserimento di migliaia di foto e di centinaia di clips. Stiamo seguendo una doppia strada, difficile ma stimolante: il rinnovamento della forma e della sostanza. In ogni caso, già da ora, su youtube (digitando nella stringa di ricerca “pantani channel”) è possibile vedere video e clip degli eventi della stagione appena conclusa.
Per quel che riguarda le manifestazioni, da sempre fiore all'occhiello della produzione Piumetto?
Questi sono i mesi del lavoro frenetico, dei contatti e della predisposizione del calendario. Andrà in scena la quinta edizione della Pantani Week e attualente stanno per approdare a conclusione due iniziative che faranno parte di un progetto che potremmo definirte “rosa” come il colore del primato in una grande corsa a tappe. Intanto c'è qualcosa di concreto che riguarda il Galibier; in corrispondenza della statua, è stato realizzato un anfiteatro che diventerà area attrezzata per happening, kermesse e quant'altro. Lì dove l'artista ha dato il colpo di pennello per affrescare il suo capolavoro più bello, sta prendendo forma un'area polifunzionale moderna, ma con una forte carica di sginificati.
Organizzare eventi di una certa portata richiede preparazione e capacità di gestione; però subentra anche una forte componente umana, visto che Pantani è un tuo idolo e nel suo nome stai conducendo un'operazione notevole. “Regalaci” l'immagine di un'emozione per ciascuno degli avvenimenti.
A Cherasco è stato toccante e forte l'intervento del direttore di QN Xavier Jacobelli, uno dei pochi che “senza se e senza me” ha sposato per primo la mia battaglia, disinteressatamente e con la sola carica di una grande passione. Il 19 giugno, giorno dell'intitolazione della statua sul Col du Galibier, ho vissuto ore di autentica commozione, in ogni singolo momento dello spettacolo che non è stato solo istituzionale ma ha avuto nella musica un altro fattore di incredibile impatto. Della “Grimpèe de Legende” ricordo un bambino che, a bordo della sua mountain bike, ha intrapreso quell'ascesa incredibile lungo i tornanti della leggenda, con la leggerezza e la spensieratezza di cui sono capaci solo i piccoli. Les Deux Alpes, infine, ha rappresentato la realizzazione di una “follia”: credo molto nell'aggregazione e l'ultimo evento ne è stata la prova evidente.






