Le donne del movimento "Se non ora quando" continuano a tenere viva l'attenzione su un tema che anche in provincia di Cuneo, attraverso le prese di posizione della stessa Gianna Gancia, ha suscitato vivo dibattito. L'argomento è quello della "crociata" della Regione Piemonte contro la legge 194/78 sull'interruzione di gravidanza.
Si cominciò, all'indomani dell'elezione di Roberto Cota al ruolo di Governatore del Piemonte, con l'esternazione: "La pillola RU 486 - quella abortiva - marcirà nei magazzini degli ospedali". La Gancia non fece attendere un commento al vetriolo in merito: “Da donna e da madre ma, in ultima istanza, da cittadina non condivido i toni ed i termini di una polemica che rischia di farci tornare indietro di trent'anni. Nessuno, credo, rimpiange il flagello immondo dell'aborto clandestino. Si lasci la possibilità ai medici e alle donne di decidere in scienza e coscienza, rispetto ad alternative che sono sempre drammatiche”.
Apprezzamenti in merito ce ne furono tanti, e da più parti.
Ancora un'altra tappa di questa "crociata": nel 2010 una delibera regionale aveva ammesso nei consultori esclusivamente associazioni che avessero nel loro statuto il requisito della “difesa della vita fin dal concepimento”, inserendovi così i volontari del Movimento per la Vita.
La Casa delle Donne di Torino, insieme ad altre associazioni per i diritti delle donne, aveva presentato un ricorso contro questa delibera, e a luglio del 2011 il TAR ha emesso sentenza di accoglimento del ricorso. In risposta la Regione presentava una nuova delibera con analogo scopo, e contro di essa la Casa delle Donne ha nuovamente presentato ricorso. Il 25 gennaio si terrà l’udienza al TAR su questo nuovo ricorso.
Tra le altre iniziative previste dalla legge 160 di settembre 2011 figura anche quella di cambiare la natura dei consultori: non più luoghi deputati alla salute delle donne, ma di preparazione della coppia al matrimonio e di tutela della vita sin dal concepimento. Una donna intenzionata all'interruzione volontaria di gravidanza dovrà affrontare un iter di incontri e colloqui con varie figure. Il tutto verrà relazionato e la relazione verrà fatta sottoscrivere dalla donna. Per favorire tutto ciò è previsto lo stanziamento di 3 milioni di euro a favore del “Fondo di aiuto alla vita”.
Il movimento "Se non ora quando" non resterà fermo a guardare: dopo le manifestazioni delle donne di Torino dello scorso autunno, anche nel nuovo anno si terranno in tutto il Piemonte una serie di iniziative.
A Cuneo giovedì 19 gennaio alle 11 nella saletta Pre-Consiglio del Municipio (I piano) il comitato Se Non Ora Quando terrà una conferenza stampa, cui partecipano Gemma Macagno, Liliana Meinero, Paola Picollo, Giulia Conte e altre esponenti del movimento SNOQ.
Sabato 21 gennaio il comitato terrà un presidio in corso Nizza angolo corso Dante, a partire dalle 15, per sensibilizzare le donne su questo argomento.




