Sono numeri impressionanti quelli che arrivano dalla Centrale Operativa del 118 di stanza a Saluzzo. Numeri capaci – da soli, senza il supporto di commenti – di dipingere come poche altre volte quanto bene funzioni questa meravigliosa ed efficientissima macchia che ha alla guida il dottor Mario Raviolo.
Iniziamo dagli interventi. Nel 2011 sono stati 64.230: 11.827 (18,41%) per un “codice bianco”, 24.747 (38.53%) per un “codice verde”, 19.635 (30.57%) per un “codice giallo” e 8.021 (12.49%) per un “codice rosso”. A fronte di questa mole di chiamate, i trasportati in strutture ospedaliere sono stati poco più della metà: 33.838, di cui 24 (0,07%) di quelli con “codice bianco”, 20.053 (59,26%) di quelli con “codice verde”, 10.234 (30.24%) di quelli con “codice giallo” e 3.527 (10.43%) con “codice rosso”. Di questi 64.230 interventi, 32.771 sono stati effettuati tra le 8 del mattino e le 5 del pomeriggio, 10.844 tra le 17 e le 20 ed i restanti 20.615 tra le 20 e le 8 del mattino.
Curiosa la graduatoria dei luoghi d’intervento: 29.916 (46.58%) sono stati effettuati in casa, 22.485 (35.01%) in “altri luoghi” (principalmente “case di riposo” ci ha spiegato il dottor Raviolo), 8.143 (12.68%) sulla strada, 1.762 (2.74%) in esercizi pubblici, 872 (1.36%) sui posti di lavoro, 705 (1.10%) in impianti sportivi e 347 (0.54%) nelle scuole.
I traumi (14.157, pari al 22.04%) guidano invece la fila delle patologie. Seguono, staccatissime, le disfunzioni cardiocircolatorie (6.227, 9.69%9, respiratorie (5.672, 8.83%), neurologiche (4.358, 6.78%9, psichiatriche (2.219, 3.45%) e neoplastiche (340, 0.53%). Chiudono la fila gli interventi per etilismo, che sono 345, pari allo 0.54 per cento. Da registrare come tutte le altre patologie (non comprese fra quella appena elencate) messe insieme abbiano raggiunto i 19.145 interventi, pari al 29.81%, mentre le patologie non identificate siano state ben 10.767, pari al 16.76 per cento.
La maggior parte di coloro per i quali si è reso necessario il trasporto in una struttura ospedaliera, sono stati dirottati al Santa Croce di Cuneo. Seguono, in ordine decrescente, il Santissima Annunziata di Savigliano ed il San Lazzaro di Alba, il “civile” di Mondovì, quello di Saluzzo ed il Santo Spirito di Bra. In 15.034 casi il 118 non ha trasportato il paziente in ospedale: in 6.814 hanno raggiunto il nosocomio a bordo di altri mezzi, 4.595 perché giudicati non necessari di ricovero, in 2.524 hanno rifiutato il trasporto, 974 perche defunti, in 123 hanno rifiutato le cure ed in 4 casi per scadenza delle effemeridi. Ci sono anche stati 1.524 casi in cui il “contatto” fra il 118 e l’utente non è avvenuto: 1.118 volte perché l’intervento è stato annullato dalla Centrale Operativa, 258 perché il paziente non è stato trovato, 88 perché la richiesta d’intervento è stata annullata, 26 perché il paziente era già stato evacuato, 9 volte perché annullato dalla Centrale Operativa in favore di un altro intervento, 5 volte per via delle condizioni meteo avverse, 4 volte per un’avaria del mezzo, 3 volte perché il “bersaglio” non era raggiungibile, 2 volte per il “non reperimento” del target ed una volta per via della scadenza dei tempi cui l’elicottero era abilitato a rimanere in volo con personale sanitario a bordo.
Infine, le statistiche sui mezzi usati in questo oceano di interventi. Per 20.104 volte si è ricorso a mezzi di soccorso avanzato (operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7) con a bordo un medico, un infermiere e 2 soccorritori; per 18.340 volte a mezzi di soccorso di base estemporanei (presenti qualora vi sia la disponibilità dell’Associazione o della Cri convenzionata) con a bordo 2 volontari; per 7.778 volte a mezzi di soccorso di base (ambulanze) che stazionano stabilmente presso le varie sedi della Croce Rossa; per 1.440 a mezzi di soccorso avanzato di base con a bordo un infermiere e due volontari e per 348 volte all’elicottero Charlie Eco di stanza a Levaldigi con equipaggio composto da un medico anestesista rianimatore, un infermiere ed un tecnico del Soccorso Alpino (nel periodo invernale a bordo c’è anche un cinofilo).





