Pompe di benzina chiuse? La situazione pare essere vicina al collasso in molte zone d'Italia, soprattutto in quelle maggiormente interessate dai blocchi dei tir. E, questo, nonostante i 10 giorni di sciopero della categoria dei gestori dei distributori carburanti ancora non ci siano stati. Ma ci saranno. Quando si calmerà la situazione dei tir e dopo che sarà stato valutato il Decreto una volta pubblicato nero su bianco in Gazzetta.
A dirlo è Danilo Cane, segretario regionale GEGICA Cisl gestori impianti di distribuzione carburanti. "In questo momento il disagio non dipende da noi ma dagli autotrasportatori. A seconda di dove sono stati fatti i blocchi, alcuni distributori sono rimasti senza approvigionamento. In alcune zone la situazione è drammatica, nel cuneese la situazione è ancora gestibile, ma bisogna vedere cosa accadrà nei prossimi giorni". E continua: "Noi non abbiamo ancora stabilito le date dello sciopero, stiamo attendendo l'evoluzione della situazione perché non vogliamo creare ulteriori disagi e perché vogliamo vedere nel dettaglio che cosa è stato deciso per la nostra categoria".
Ma non tira una bella aria. "Se il decreto confermerà quanto abbiamo già letto, ci sarà un totale annientamento della nostra categoria. Stiamo parlando di 120mila posti di lavoro".
Danilo Cane ci spiega perché: il gestore ordinario di un distributore soggetto ad una determinata compagnia petrolifera (il 90% dei distributori esistenti) è obbligato a comperare solo da quella compagnia, che stabilisce i prezzi. Il margine per il gestore è di 3,8 centesimi al litro ed è uguale per tutti. Se, a seguito delle liberalizzazioni, le cosiddette pompe bianche portranno approvigionarsi sul libero mercato, i gestori con contratto, obbligati ad attuare un determinato prezzo, non potranno essere competitivi.
"La nostra categoria era l'unica a favore delle liberalizzazioni. Avevamo chiesto di poter approvigionarci, per almeno un 20%, sul libero mercato. Questa nostra richiesta, da quanto ne sappiamo, non è stata accolta. Era l'unico modo per poter restare competitivi."
Risparmio per i consumatori? Anche questo resta un punto di domanda. Danilo Cane spiega che fuori dei centri abitati nasceranno i cosiddetti "impianti ghost", quelli totalmente automatizzati, in modo da far risparmiare al cittadino i famosi 3,8 centesimi al litro che sono il guadagno del gestore. "E' questo il problema? Questi 3,8 centesimi? O piuttosto la speculazione dei petrolieri e le accise su cui guadagna il Governo? La sempre maggiore selfizzazione dei caselli autostradali ha forse comportato una diminuzione delle tariffe? O queste aumentano anno dopo anno?".
E come è possibile, chiediamo a Danilo Cane, che nel raggio di un chilometro ci siano tre distributori della stessa compagnia con prezzi così diversi l'uno dall'altro? "E' a totale discrezione della compagnia - ci spiega. Se tu mi sei più simpatico ti vendo il carburante a meno soldi, il tuo guadagno è sempre lo stesso ma la gente viene da te. E tu non puoi fare davvero niente."
Insomma, la categoria sarebbe, stando a quanto ci spiega un suo rappresentante, alla totale mercé delle compagnie petrolifere. E non starà a guardare. Inevitabili, quindi, nuovi disagi per i cittadini.




