E’ veramente deprimente constatare che le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa, della Maggioranza di Varrone, dopo il consiglio del 25 gennaio, prive di contenuto, siano esclusivamente mirate a salvare la propria immagine e mettere in cattiva luce il gruppo di minoranza e la mia persona in particolare, dimenticando che il consiglio è stato convocato dal gruppo di minoranza.
Gli antefatti; Fin dall’inizio del mandato e quindi da oltre due anni il nostro gruppo chiede ad ogni fine consiglio (di solito esclusivamente convocato per riti formali) di convocare assemblee consiliari, riunioni, dibattiti sui temi che interessano l’ente e il territorio (in particolare viabilità ss21, e da un anno sul futuro della Comunità Montana ), temi sui quali sarebbe auspicabile un ampio confronto di tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di coinvolgere consiglieri, amministratori dei comuni e popolazione su argomenti cruciali ,cercando di arrivare a proposte e soluzioni condivise a vantaggio dell’intero territorio.
Il confronto non è chiaramente nel DNA di Varrone, anzi, sarà un caso, ma ogni volta che come Sindaco di Borgo e come Presidente della Comunità Montana gli vengono avanzate richieste di confronto o (visto che si sottrae a tale strumento) quando è costretto a rispondere a legittime interrogazioni per lui le minoranze sono solo polemiche.(Stravagante concetto di democrazia per chi si ritiene democratico).
Per essere propositivi e non polemici abbiamo pensato, come consiglieri di minoranza, di proporre un ordine del giorno per la sensibilizzazione degli enti istituzionali sul futuro occupazionale e professionale dei dipendenti dell’Ente. Per tale occasione avevamo richiesto che il consiglio fosse aperto alle associazioni sindacali di categoria, auspicando che da questo confronto nascessero idee e suggerimenti e che si potessero trovare tasselli fondamentali per formulare proposte concrete ed alternative.
Il dibattito; Il consiglio convocato alle ore 19 alla presenza delle associazioni sindacali non è stato aperto. I sindacati presenti non hanno potuto contribuire al dibattito. Piuttosto di prendere atto che l’argomento posto all’attenzione dalla minoranza fosse valido e degno di approfondimento, il giorno precedente, il Presidente Varrone proponeva un emendamento sviante rispetto al problema, inserendo un cappello politico di sostanza sul mantenimento dello status attuale dell’Ente Comunità Montana.
Gli interventi dei consiglieri, di maggioranza, che si sono succeduti, hanno ripercorso esclusivamente la necessità di mantenere in piedi il sistema, senza un accenno alle figure professionali che questo racchiude, senza proposte su quali strade percorrere per salvarle, una mera accusa su quanto sia miope la Regione e lo Stato rispetto a questo argomento.
A questo punto, forti della loro maggioranza è passato l’emendamento proposto da Varrone che snaturava il nostro ordine del giorno.
Risultato; Questo giochino è stato architettato con il semplice scopo di sollevare il Presidente dall'imbarazzo di essere il solito soggetto inerte, snaturando quanto era stato proposto, l'opposizione ha votato contro l'emendamento e si è astenuta sull'intero documento emendato.
Il fututro delle Comunità Montane avrebbe dovuto essere affrontato in un consiglio apposito (altra cosa che chiediamo da un anno, vedremo di convocarlo noi) o quantomeno in un altro punto all'o.d.g ., ed invece è stata preferita la strumentalizzazione al futuro occupazionale dei dipendenti. Rivendichiamo la paternità del consiglio sottolineando che la problematica sul futuro occupazionale continuerà ad essere per noi una priorità da affrontare.
L’atteggiamento imposto dalla maggioranza di salvaguardia del sistema da l’impressione di voler salvare più le poltrone che i posti di lavoro.. Non si illuda il Presidente, se è il caso continueremo ad essere “polemici”.
Paolo Bottero




