Attualità - 27 gennaio 2012, 14:40

La Confcommercio chiede una revisione degli studi di settore per le stazioni sciistiche cuneesi

Stagione disastrosa per il turismo invernale in Granda. Non basteranno le nevicate previste nei prossimi giorni per risollevare il settore

Da una webcam sulle piste di Limone Piemonte

Da una webcam sulle piste di Limone Piemonte

Un gruppo di lavoro, creato in ambito Confcommercio, provvederà a monitorare la situazione di grave disagio, in atto nei centri sciistici del cuneese a seguito del mancato innevamento. Il documento che ne scaturirà, basato su una ricerca attenta, citerà i dati di drastico calo delle presenze e di mancati incassi per le società che gestiscono gli impianti di risalita, gli alberghi, ristoranti e bar, i punti vendita di articoli sportivi e non solo.

Non si tratterà di valutazioni approssimative, ma di elementi concreti, raccolti presso gli operatori, i Comuni e le aziende turistiche, al fine di attestare un bilancio sino ad ora disastroso, irrimediabilmente pregiudicato anche se il fine stagione dovesse mostrarsi più clemente. Il tutto sarà trasmesso a Torino, all'Osservatorio regionale per gli studi di settore e, di qui, a Roma, all'Agenzia centrale delle entrate, nell'obiettivo di ottenere correttivi al sistema di tassazione in vigore, basato sulla presunzione di reddito. Lo scopo è evidente: ottenere un ridimensionamento degli importi da versare, ampiamente giustificato dal mancato incasso.

“Il nostro – spiega il direttore della Confcommercio provinciale, Giorgio Ferruaè un intervento concreto a sostegno delle istanze degli operatori danneggiati in misura drammatica dalla situazione meteorologica degli ultimi mesi . Viene ad aggiungersi a quanto già fatto dalla Camera di commercio, implementando i fondi a disposizione attraverso i Confidi, le cooperative di garanzia nate nei diversi comparti e all'impegno assunto dall'assessore regionale al turismo Cirio di  far rientrare, con una modifica alla normativa in vigore, il mancato innevamento tra le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Come Confcommercio, puntiamo prioritariamente sulla revisione degli studi di settore”.

“L'Agenzia delle entrate – ha precisato Luigi Barbero, direttore dell'Ascom di Bra, chiamato a rappresentare il comparto del commercio, turismo e servizi all'interno dell'Osservatorio regionale che si occupa del problema– per intervenire ha l'esigenza di disporre di dati certi, in grado di documentare la situazione e sottolinearne la gravità, per poter considerare la richiesta di modifica ai sistemi di calcolo in vigore, basati su moltiplicatori che approderebbero a conclusioni inaccettabili nella situazione attuale. I Comuni (o almeno parecchi di quelli interessati) hanno già trasmesso le loro osservazioni. In genere, però, si tratta di dati che, pur attendibilissimi, sono approssimativi . Il nostro obiettivo è supportarli con cifre incontestabili, raccolte sul territorio”.

Di qui il progetto della mappatura e l'individuazione di aziende campione su cui rilevare il volume di affari negli ultimi 4 anni, dal 2008 all'inizio del 2012, tenendo conto del totale degli acquisti, della consistenza del magazzino e dei consumi energetici, in modo da dimostrare l'entità del calo registrato. La scadenza fissata per portare a termine il lavoro di ricerca e predisporre il documento da trasmettere a Torino è la fine di febbraio.    

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