Politica - 27 gennaio 2012, 09:28

Se io fossi sindaco: i cittadini di Mondovì prendono la parola

Successo della serata di "Mondovì in Movimento", tante le idee, le proposte, le critiche

La serata di Mondovì in Movimento (© targatocn.it)

La serata di Mondovì in Movimento (© targatocn.it)

Si resta in piedi, non si trova posto. Importante affluenza di simpatizzanti, di curiosi, di cittadini: la serata organizzata dalla lista civica “Mondovì in Movimento” si può tranquillamente definire un successo. La gente sente la voglia di partecipare, di proporre, di dire la propria, di farsi sentire. La breve introduzione parla di fatti, di idee, di iniziative.

Dopo poco infatti si parte con la serata vera e propria: una serie di interventi, di al massimo 4 minuti, suddivisi tra voce, video o messaggio scritto. Quelli che parlano, quelli che vogliono parlare non sono i soliti, si passa da don Corrado Avagnina a Claudio Bo, da don Gianpaolo Laugero a John Aimo, volti e nomi decisamente noti, ma anche da Stefano Veglia ad Anna Volpe, da Tiziana Ferrua a Sergio Formentelli, sicuramente meno noti. Parlano un po’ tutti insomma, senza troppe paure, senza troppe domande.

Escono idee interessanti, proposte concrete, progetti fattibili, fanno da contorno talvolta svariate polemiche, discorsi magari fumosi o forse non troppo realizzabili. Ad esempio, tra le tantissime cose, molto forte risuona il “no” convinto contro il Polo Scolastico di Piazza d’Armi, altrettanto convinta è la difesa della bellezza della Città, l’interesse verso il bene comune, verso i cittadini, verso chi possa avere più bisogno.

A volte quello che si sente è qualcosa di assolutamente concreto, come la proposta di Marco Roascio, una pista ciclabile in via Torino al posto della “trincea” lasciata dai lavori per il teleriscaldamento, oppure quella di Aldo Roatta, un grande parco fluviale che si snodi dal Borgato a Carassone, che riporti il verde laddove il cemento ha preso il sopravvento.

Se si potesse diventare il Primo Cittadino si punterebbe senz’altro, da quanto si evince dalla serata, sui bambini, sull’aggregazione, sull’integrazione, sul dialogo tra cittadini e Comune, sulla sicurezza, sulla concretezza. A fondo sala è presente pure  un banchetto dove poter firmare per concedere il diritto di voto locale ai migranti regolari e la cittadinanza ai loro figli.

Parla anche Marco Fulcheri, consigliere comunale, e si concentra, tra le tante cose, sui giovani, sulla banca del tempo, sui bisogni dei cittadini. Affiorano idee forti: no all’Altipiano Bis, no all’attuale Piano Regolatore, no al cemento, no agli interessi privati. Si rischia ogni tanto di cavalcare polemiche, si corre troppo sulla voglia di sfogarsi. La politica comunque è fatta di questo e tutto sommato non guasta, anzi. Mondovì in Movimento parte dai cittadini, dai mal di pancia, dalla voglia di partecipare.

Come andrà a finire? Intanto c’è l’appuntamento del 4 febbraio con le primarie, poi ci sarà il programma vero e proprio, poi la campagna elettorale. Ai posteri l’ardua sentenza.

Fabrizio Cora

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