Monregalese - 11 febbraio 2012, 16:15

Ormea: la consegna ai famigliari della gavetta dell’alpino Pietro Bologna morto in Russia.

Una cerimonia toccante organizzata stamattina nei locali di via Bassi

La consegna della gavetta a Franca Pelazza, nipote di Pierino Bologna

La consegna della gavetta a Franca Pelazza, nipote di Pierino Bologna

La storia di Pierino è comune a quella delle migliaia di alpini dispersi o morti in Russia di cui i famigliari non hanno più avuto notizie. E’ una storia che unisce, nel dolore, chi ha pianto e continua a piangere la perdita di un proprio caro e che fa breccia nei cuori di chi la ascolta.

Classe 1922, ormeese della frazione di Chionea, Pietro Bologna parte per la Russia il 30 luglio del 1942 con il battaglione Ceva, alpino del 1° Reggimento della Divisione Cuneense, insieme al cognato Guido Pelazza, due anni in più, originario della stessa frazione e pure suo compagno di scuola. Nel giorno della battaglia di Nowo Postojalowka resta gravemente ferito, non riesce più a camminare. Guido lo trova, insieme ad altri feriti, ma lui, che non ce la fa più, lo invita a proseguire da solo. Gli lascia, tra le mani, il suo portafoglio, un regalo di mamma, al cui interno è conservato tutto ciò che più lo rappresenta con la consapevolezza, quella di un ragazzo appena ventenne, che sarà il suo ricordo per la famiglia.

Oggi, a distanza di 69 anni, a quel portafoglio che Guido portò a casa si aggiunge la gavetta di Pierino. Una gamella con incisi a chiare lettere il suo nome e cognome; un oggetto capace, pur nella sua fredda materialità, di raccontare tanto di Pierino. Una forte emozione per la nipote Franca, figlia di Guido, che stamattina ha stretto la gavetta tra le braccia consegnatale da Ferdinando Sovran. Sovran, originario di Pordenone, da più di vent’anni cerca informazioni e raccoglie ricordi, piastrine, gavette, effetti personali e corrispondenza dei caduti e dispersi nelle zone del fronte del Don e della ritirata. Qualche tempo fa ha ritrovato la gavetta di Pierino proprio nella zona di Nowo Postojalowka, dove presumibilmente l’alpino è morto.

La toccante cerimonia di consegna è stata organizzata dal gruppo alpini di Ormea nei locali di via Bassi. Hanno partecipato, oltre a Sovran, al vicesindaco Renato Roatta e all’assessore Paolo Gai, a Giorgio Ferraris e al presidente Ana Ormea Orazio Vinai, anche i vessilli di Cuneo e Ceva, i Gagliardetti di Garessio e Ormea, i Carabinieri di Ormea, don Almo Cedro per la benedizione e Arturo Pelazza, classe 1923, ultimo ormeese reduce di guerra, nella guardia di frontiera e poi partigiano.

Annelise Beccaria

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