Entro il 29 febbraio le tesorerie degli ottomila Comuni d’Italia dovranno versare il 50% delle disponibilità liquide in Banca d’Italia, l’altra metà dovrà essere consegnata entro il prossimo 16 aprile. Infatti il Governo Monti, con l’articolo 35 del decreto “liberalizzazioni”, ha sospeso le funzioni delle tesorerie comunali fino al 2014, decidendo di trasferirne la liquidità alla tesoreria centrale. Si tratta di un bel po’ di soldi: circa 9 miliardi di euro, in gran parte denaro ora bloccato dal patto di stabilità. Cosa cambia per l’ente locale? I pagamenti ordinati dal Comune saranno eseguiti dalla tesoreria statale e sembrerebbe che a perderci siano soprattutto le banche che detengono le tesorerie comunali.
“In realtà – commenta il portavoce del Movimento dei sindaci Luca Gosso - si tratta di una decisione che lede l’autonomia dei comuni e che si potrebbe comprendere soltanto in quanto straordinaria e motivata dallo scopo di sbloccare i pagamenti alle Regioni e, quindi, alle Asl ed ai Consorzi socio-assistenziali”. “Sarebbe comunque stato meglio – conclude Gosso - aver impostato la nuova regola su base regionale. Questo ennesimo sacrificio locale per il bene dello Stato deve essere ricambiato con garanzie sulla modifica del patto di stabilità, che chiediamo a gran voce ormai da anni per il bene della ripresa economica, uno scopo che non sta meno a cuore a noi che al Governo”.
Somme da trasferire dalla tesoreria comunale alla Banca d’Italia
COMUNE DI CUNEO 1.673.000 euro
COMUNE DI BORGO SAN DALMAZZO 2.177.000 euro
COMUNE DI BUSCA 1.535.000 euro
COMUNE DI BOVES 1.700.000 euro (c.s.)




