Attualità - 12 marzo 2012, 13:38

Lavorare in Val Mongia: opportunità - che mancano - e fuga dei giovani migranti

Una breve intervista al sindaco di Lisio Aldo Bracco e all'assessore Marco Lombardi sulla situazione del paese, specchio della vallata

Scorcio del piccolo comune di Lisio

Scorcio del piccolo comune di Lisio

“Il peggio mestiere è quello di non averne alcuno”. Lo scriveva Cesare Cantù, un politico e letterato italiano del secolo scorso.  E a distanza di 150 anni la citazione sa ancora tanto di “contemporaneo”.

Perché vi diciamo questo? Oggi vogliamo entrare nel cuore pulsante di una delle nostre vallate: la Val Mongia. Immotivatamente sempre un po’ in penombra. Soffre essa stessa i problemi legati all’economia, al lavoro, alla fuga dei suoi giovani migranti.

Cercheremo di capire con il comune di Lisio, con l’aiuto del sindaco Aldo Bracco e del giovanissimo assessore Marco Lombardi quale sia il tessuto sociale di questo piccolo paese. Che poi è sostanzialmente specchio degli altri in vallata. Posti tutti a qualche manciata di chilometri da St. Gréé, stazione sciistica “in attesa” o “in fase di decollo” secondo i gusti. Proveremo a testare quali e quanti benefici - può o potrebbe produrre in argomento lavoro – l’incremento del turismo in Val Mongia. Le domande sono tante …

 

La riapertura degli impianti sci di St. Gréé ha destato un certo movimento in zona. Più macchine, più gente. Come vive Lisio questo passaggio?

Aldo Bracco: ”Con cauto ottimismo… Ad oggi non si sono viste grosse variazioni.  Viola St. Gréé è ancora all'inizio della sua rinascita, saprà sicuramente valorizzare le sue potenzialità ed i frutti si vedranno negli anni a venire…”

I lisiesi sono tendenzialmente favorevoli o al contrario infastiditi dall'interruzione della "quiete" del paese?

Aldo Bracco: ”Per ora il maggior traffico dovuto alla riapertura degli impianti non ha generato problematiche.”

La comunità lisiese ha già avuto un qualche beneficio dall'indotto economico-lavorativo legato alla riapertura degli impianti sci di St. Gréé?

Aldo Bracco: ”Al momento non si vedono benefici economico-lavorativi ad essa legati.”  

E' ancora troppo presto per apprezzarne i benefici?

Aldo Bracco: ”Probabilmente si…”  

Quale è il destino lavorativo dei giovani della vostra comunità? Riescono a lavorare a Lisio e nel suo comprensorio senza "emigrare"?

Marco Lombardi: “Purtroppo no, sono pochi i giovani che oggi pensano al loro futuro lavorativo rimanendo in questa valle. Questo non è dovuto al poco attaccamento al territorio, essi amano molto le nostre belle valli. Tuttavia bisogna fare i conti con la realtà e lo spostamento risulta necessario. Mi piace pensare, comunque, che il loro destino lavorativo possa avere uno sviluppo importante... Ad oggi sono presenti ragazzi che hanno legato il proprio futuro all’agricoltura, attività fondamentale a Lisio. Questo è un dato importante per noi e la volontà è aiutare il più possibile i giovani che compiono questa scelta.”  

Si può prudentemente pensare che se la locale stazione sci crescesse in termini di "offerta turistica" anche Lisio avrebbe spazio per collocare meglio i propri giovani nell'indotto lavorativo?

Marco Lombardi: “Indubbiamente… Viola per noi rappresenta una realtà importante che donerebbe alla nostra valle un profilo “turistico” da coltivare e valorizzare. L’indotto si concatenerebbe con quello già presente legato al mondo agricolo, dando un’opportunità fondamentale ai giovani, non più costretti a emigrare principalmente nelle grandi industrie presenti nella provincia ma stabilendosi vicino a casa, legati alla vita del territorio. Pensiamo, inoltre, a cosa vorrebbe dire, da un punto di vista civile e sociale, avere più ragazzi che risiedono in questa valle... il vero “futuro”.  

L'impiantistica invernale può essere fonte di lavoro anche per il resto della vallata, per paesi più lontani come Scagnello, Mombasiglio, Battifollo?

Aldo Bracco: “Si credo che la riapertura degli impianti di Viola rappresenti un valore aggiunto per tutta la vallata. ”  

Torniamo indietro con i ricordi. Quando St. Gréé funzionava a pieno regime negli anni '90 come si viveva a Lisio? I negozi lavoravano di più? Economicamente si stava meglio?

Aldo Bracco: “Si viveva indubbiamente meglio, per svariati motivi... Anzitutto in quegli anni, che vanno dal ‘70 al ‘90, l'economia italiana viveva un periodo migliore. Di conseguenza la disponibilità economica del turista era maggiore. Il secondo motivo è legato ai giovani. In quegli anni, infatti, molti di essi sceglievano di risiedere in vallata grazie all'indotto lavorativo presente, generando una vita sociale più piacevole ed articolata. Infine in quegli anni anche l'agricoltura era fiorente. La castanicoltura era fonte di reddito. Molti erano gli addetti nel settore. Oggi purtroppo anche quest’attività è in crisi...”  

Questa è Lisio con il suo spaccato sociale e lavorativo. E la Val Mongia, nel suo complesso, ne è fotocopia. 

Daniela Cassinelli

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU