Attualità - 26 marzo 2012, 17:49

Quando Davide e Golia si siedono a un tavolo e dialogano

Alessandro Profumo e Giovanni Bottero si incontrano alla Fondazione "E. di Mirafiore" per parlare di Banche e scoprono un terreno comune

Quando Davide e Golia si siedono a un tavolo e dialogano

Si è svolto sabato 24 marzo nel gremitissimo auditorium della Fondazione E. di Mirafiore di Serralunga d'Alba l'atteso dibattito tra Giovanni Bottero, direttore della Banca di Cherasco e il noto banchiere Alessandro Profumo, ex Amministratore Delegato Unicredit e presidente in pectore di Monte dei Paschi di Siena. Il dibattito tra i rappresentanti di banche differenti per struttura e dimensioni si è rivelato un confronto aperto sui temi più delicati che in questa difficile fase economica del paese Italia riguardano il ruolo degli istituti di credito.

Tra i principali temi toccati emerge in modo significativo il futuro delle banche e la costante difficoltà delle piccole e medie imprese nell'ottenere credito dal sistema bancario: l'accesso al credito resta la partita più importante per un paese che vede nelle Pmi il 96% dell'intera economia nazionale. L'intervento di Andrea Macchione, presente in qualità di rappresentante della Fondazione E. di Mirafiore,  ha introdotto il dibattito prendendo spunto dal nuovo libro di Sandro Gerbi "Mattioli e Cuccia - due banchieri del Novecento”, che contrappone i diversi punti di vista dei due celebri banchieri nel finanziamento all'impresa.

Questa introduzione ha dato origine ad un confronto tra i due diversi mondi e modi di “fare banca” e di valutare la forza e la capacità economica delle Pmi italiane, sempre più alla ricerca di banche “credibili” e capaci di comunicare. Giovanni Bottero, direttore generale di Bcc Cherasco, è partito da una riflessione sui dati divulgati nella giornata di sabato in merito allo stato di salute del sistema bancario, secondo il quale il Paese attraversa oggi una fase in cui i prestiti alle imprese superano la raccolta.

Bottero ha poi voluto ricordare il ruolo delle banche di credito cooperativo, che hanno resistito bene alla crisi, e che rappresentano una percentuale significativa - oltre il 10% - dei crediti erogati alle imprese. Essere “una buona banca per una buona impresa” e continuare a fare mutualità sono i punti di forza del credito cooperativo: l'istituto di credito cheraschese, una realtà molto concentrata sul territorio rispetto ai grandi gruppi nazionali, ha ben presente quali siano i bisogni delle piccole e medie imprese oggi e si impegna ogni giorno per soddisfare le richieste e finanziare l'universo di attività e imprese che da 50 anni lavorano con la banca.

L'urgenza di un intervento efficace e immediato nel cambiare il modello di fare banca è stato un elemento di totale condivisione tra le dichiarazioni di Bottero e l'intervento di Alessandro Profumo, che impone una riflessione per l'approccio più “dimensionale” che a suo parere le banche nazionali devono avere oggi nell'erogare servizi. Il tema del dibattito “Banca globale o banca legata al territorio?” ha visto quindi una convergenza di vedute da parte dei due ospiti: non Davide contro Golia, ma Davide che conosce e vive la stessa realtà di Golia e l'affronta con il medesimo impegno e determinazione.

Il tema dell'accesso al credito alle imprese infatti è emerso più volte durante il dibattito: le banche di dimensioni medio - piccole si stanno rivelando dunque sempre più strategiche nell'affrontarlo, continuando a erogare crediti anche in un momento in cui le linee di credito vengono ridotte da molti Gruppi Bancari. (c.s.)

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