Il commercio è uno dei settori che maggiormente sta patendo la crisi. Del resto la contrazione dei consumi è evidente e non si può non notare che le vie del capoluogo, appena ci si sposta un po' dall'asse principale - via Roma e corso Nizza - sono una desolazione di vetrine vuote o tappezzate di cartelloni che annunciano vendite promozionali per cessata attività.
Pullulano, di conseguenza, gli annunci di cessione, dai bar alle tabaccherie a negozi di ogni genere merceologico.
In molte città d'Italia il commercio dice "glazie", perché sono tanti, e spesso proprio quelli storici, i negozi e locali in mano cinese. E la cosa si ripete senza sosta da ormai una quindicina d'anni.
Tante sono state le levate di scudo in questo senso: agli italiani non è mai piaciuto vedere cittadini con gli occhi a mandorla dietro al bancone di un bar o dietro la cassa di un esercizio commerciale. Le associazioni di categoria, poi, hanno cercato di arginare il fenomeno davvero in ogni modo.
Ma la cosa sembra inarrestabile e allora tanto vale giocare all'attacco: on si aspetta più che i cinesi si facciano avanti, ma si pubblicano annunci in doppia lingua, italiano e cinese.
Sperando in tempi migliori...




