Dunque la “Cooperativa Azzurra” saluta Paesana e chiude “definitivamente” quella Comunità per minori che circa 8 mesi prima aveva invece sospeso “momentaneamente” senza poi più riaprirla. Rimangono senza lavoro – o sono stati trasferiti in altre strutture gestite dalla stessa “Azzurra” - 2 cuoche, 2 addetti alle pulizie e 8 educatori e non è detto che la decisione dei vertici della cooperativa non abbia anche qualche effetto nefasto sul numero degli insegnanti di sostegno impiegati nell’Istituto Comprensivo di Paesana. Il centro è stato a lungo ospite di un immobile di proprietà del Bacino Imbrifero Montano del Po che lo stesso Consorzio aveva dato in gestione alla Comunità Montana che a sua volta – e sino al 2008 elargendole anche un goloso contributo economico – aveva affidato alla stessa “Azzurra” affinché ne facesse inizialmente un baby parking e centro diurno e poi anche casa famiglia per l’accoglienza di minori e di donne in difficoltà. Durata del contratto, sino al 2014, anno in cui lo stesso immobile è vincolato ad usi nel campo del sociale da un dispositivo della Regione Piemonte, che proprio per favorire tale uso aveva concesso alla Comunità Montana sostanziose risorse per la sua messa in sicurezza.
Ora, in barba agli accordi scritti, finisce improvvisamente tutto. La cosa non deve sorprendere. La parole usate l’altra sera, a margine del Consiglio del Bim dal presidente della Comunità Montana del Monviso Aldo Perotti - “Chiederò al prossimo Consiglio dell’Ente montano di dismettere l’immobile e di restituirlo al Bim. La cooperativa Azzurra non è più interessata a proseguire il discorso della Comunità per minori al suo interno ed il discorso si chiude qui” – non hanno stupito davvero nessuno da questa parti, aldilà delle timide smentite formali di qualche mese fa.
Restano dubbi ed interrogativi sull’intera vicenda. Sarà così semplice gettare nel cestino con naturalezza accordi scritti non solo fra Ente Pubblico e privato ma addirittura fra Enti Pubblici stessi evitando penali? Il Bim, il cui presidente nel settembre scorso aveva chiesto con forza il rispetto degli accordi accetterà supinamente tutto questo, ivi compresa la restituzione dell’immobile? Il Comune di Paesana, il soggetto più logico cui affidare la gestione dell’immobile senza venire meno agli impegni sulla destinazione d’uso ed utilizzarlo come centro di accoglienza temporanea (e soprattutto invernale) di anziani residenti in zone disagiate e sede della propria Protezione Civile, ha un progetto pronto per farsi carico di tutto questo? Dubbi ed interrogativi che, perlomeno in parte, potrebbero venire fugati già dal prossimo Consiglio della Comunità Montana del Monviso. La cui data è ancora da definire.




