Saluzzese - 30 aprile 2012, 16:00

Saluzzo: rappresentazione teatrale "Con il sudore della fronte"

Mercoledì 2 maggio nell'ambito delle celebrazioni della festa dei lavoratori

Saluzzo: rappresentazione teatrale "Con il sudore della fronte"

Nell’ambito delle celebrazioni della festa dei lavoratori mercoledì 2 maggio, alle 21 presso il teatro Oratorio don Bosco, andrà in scena la rappresentazione teatrale “Con il sudore della fronte”, a ingresso libero perché offerta dall'Associazione Culturale "Mascateatrale" in memoria delle vittime del Mulino Cordero ed in onore di tutti i morti sul lavoro. Come sottolinea il direttore artistico di Mascateatrale, Antonio Martorello, “Prima di tutto, e soprattutto, non chiamatelo spettacolo. Di spettacoli e di spettacolarizzazioni ne abbiamo già fin troppe. Rappresentazione teatrale, ecco, rappresentazione teatrale andrà benissimo. Una rappresentazione teatrale in memoria dei morti sul lavoro, dei morti nel mulino Cordero certo, perché noi siamo di Fossano e né possiamo né vogliamo dimenticare, ma non solo. Una rappresentazione teatrale in ricordo di tutti i morti sul lavoro e, per favore, non chiamatele morti bianche. E morti bianche sono quelle dei neonati che muoiono inspiegabilmente... qui di inspiegabile c'è solo il nostro silenzio. Siamo una piccola associazione di provincia, con una piccola compagnia di provincia, una compagnia non professionista, amatoriale,...si, amatoriale va bene perché il teatro lo amiamo veramente e lo sappiamo fare, soprattutto quando il teatro parla della nostra storia e della nostra terra. La nostra rappresentazione non è un'inchiesta né una cronaca, non riguarda tanto i fatti, quanto le emozioni, i sentimenti. Questo non solo perché non ci riteniamo all'altezza di compiere indagini ed emettere giudizi, ma anche perché le emozioni, i sentimenti sono trascendenti rispetto al tempo ed allo spazio e ci permettono, quindi, di ricordare non solo ciò che è "qui" ed "adesso" ma anche "l'altrove" ed "il sempre". Sia ben chiaro, non abbiamo inventato niente. Ci sono una cinquantina di "interviste" che ci raccontano le speranze, le paure, le gioie, il dolore di alcuni protagonisti di quel tragico evento, ma questi racconti sono stati spezzati, mescolati, distribuiti o sintetizzati e non solo i nomi cambiano ma anche le età, a volte il sesso, le azioni. Perché non vogliamo né spettacoli né eroi, non li vogliamo noi e non li vogliono, soprattutto, coloro i quali ci hanno raccontato le loro storie. Vogliamo ricordare, invece. Dobbiamo ricordare. Non sappiamo se e quando si vincerà la battaglia contro le morti sul lavoro, ma sappiamo che non basteranno le leggi, i deterrenti, gli incentivi, i corsi e gli stages... ci vorrà di più, ci vorranno più soggetti, più forze, più idee, ci vorrà una cultura della sicurezza sul lavoro”.

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