I militanti del Circolo Antonio Gramsci di Bra, Rifondazione Comunista, ricordano oggi, primo maggio 2012, i tragici fatti avvenuti il 1º maggio 1947 a Portella della Ginestra (PA) quando, nell'immediato dopoguerra e dopo la fine della dittatura fascista del sanguinario Benito Mussolini, si tornava a festeggiare la festa dei lavoratori in tutt’Italia, festa che, durante il regime fascista, fu spostata al 21 aprile (21 aprile 1924, Natale di Roma: giornata dedicata da Benito Mussolini, ricordando i fasti dei Romani, al lavoro ed alla nazione contro la festa del 1° maggio di natura socialista; 21 aprile 1927 Carta del Lavoro del fascismo cioè la politica sociale ed economica del fascismo). Quel giorno del ’47, circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell'anno e nelle quali la coalizione PSI-PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).
Sulla gente in festa partirono dalle colline circostanti numerose raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. La CGIL proclamò lo sciopero generale, accusando i latifondisti siciliani di voler “soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”. Solo quattro mesi dopo si seppe che a sparare materialmente erano stati gli uomini del bandito separatista Salvatore Giuliano, colonnello dell'E.V.I.S. Il rapporto dei carabinieri sulla strage faceva chiaramente riferimento ad "elementi reazionari in combutta con i mafiosi locali". Per alcuni storici e politici italiani quel fatto tragico segnò il primo accordo storico tra lo Stato italiano e la mafia del nostro paese.
Oggi come allora, alla crisi economica si aggiunge la forza oppressiva del capitalismo finanziarizzato che soffoca ogni forma di dissenso sociale e politico dei cittadini italiani. Da Torino a Genova, da Roma a Portella della Ginestra, i fascisti, i servizi segreti deviati dello Stato italiano, la mafia, continuano a reprimere con sempre più ferocia il malcontento del popolo italiano.
Non dimentichiamo chi ancora oggi muore sui luoghi di lavoro, chi muore per non avere più un lavoro, chi muore ed è morto per difendere il proprio lavoro come a Portella della Ginestra il 1° maggio 1947! No alle stragi fasciste, no alla mafia, no al segreto di Stato! Insieme, lottiamo contro le barbarie del capitalismo del III millennio.
Cordiali saluti, Bra, Circolo Antonio Gramsci,
PRC – Federazione della Sinistra.
Queste le 11 vittime, così come riportate dalla pietra incisa posta sul luogo del massacro:
1. Margherita Clesceri
2. Giorgio Cusenza
3. Giovanni Megna (18 anni)
4. Francesco Vicari
5. Vito Allotta (19 anni)
6. Serafino Lascari (15 anni)
7. Filippo Di Salvo (48 anni)
8. Giuseppe Di Maggio (13 anni)
9. Castrense Intravaia (18 anni)
10. Giovanni Grifò (12 anni)
11. Vincenza La Fata (8 anni)
Rimasero gravemente ferite 27 persone.





