Il problema delle condizioni viarie della Strada Provinciale 332 Montoso-Rucas - inserita tra le strade che non hanno le caratteristiche per essere provinciali – sembra essere legata a corda doppia alla principale voce dell’economia locale, vale a dire l’attività estrattiva della celeberrima “Pietra di Luserna”. Una “voce” così importante da vantare addirittura un proprio “Ufficio Cave” all’interno del Palazzo Comunale, cui compete la gestione di tutto ciò che ha attinenza con la “pietra”
La Provincia imputa di fatto le condizioni disastrate che abbiamo testimoniato nei giorni scorsi al fatto che la Montoso-Rucas sia prevalentemente transitata da camion che trasportano a valle la pietra estratta a monte I ricavi di tale attività – sostiene in buona sostanza la Provincia - sono introitati completamente ed esclusivamente dal Comune di Bagnolo Piemonte: sia dunque lui a farsi carico del ripristino di condizioni di transitabilità della strada.
Ma a quanto ammontano, per il Comune che per il prossimo quinquennio sarà guidato dal neo sindaco Fabio Bruno Franco, questi “ricavi”?
Nel 2011, ad una montagna di euro, mai incassata prima: 2.469.449,71 euro. Nel 2010 gli euro erano stati 2.453.907,27, nel 2009 “soltanto” 2.392.006,29.
Un aumento che trova negli adeguamenti tariffari dell’affitto cave e del diritto di assegnazione la sua unica giustificazione, dal momento che sia il numero di pesate che il tonnellaggio della pietra estratta sono entrambi in calo rispetti ai due anni precedenti. Le pesate del 2011 sono state 25.431, in calo rispetto a quelle del 2010 28.024 ed ancor più a quelle del 2009 29.002. Cala anche, e non poteva essere altrimenti, il numero delle tonnellate del materiale estratto, che è sceso dalle 687.285,280 del 2009 alle 674.114,120 del 2010 per concludere il 2011 con un netto calo: 608.735,50.
Un calo che “tocca” in parte minima la pietra da lavoro (325.138,76 tonnellate nel 2011 contro le 330.508,860 del 2010 e le 328.880,520 del 2009) ed in parte sostanziale – invece - il materiale da scogliera (283.596,74 tonnellate nel 2011, 343.605,260 nel 2010 e 358.404,760), calata di più di 70mila tonnellate in due anni.
Cifre importanti, che la dicono lunga sul perché – nella Valle Infernotto – la pietra estratta sia chiamata “oro grigio”. E dalla quale, dice la Provincia, il Comune dovrà pescare per ridare decoro alla Provinciale 332, il giorno in cui questa finirà con l’essere di competenza del Comune di Bagnolo. Perché chi rompe paga, specie se sinora ha tenuto per sé gli onori ed ha lasciato ad altro gli oneri.
Pena, tuona l’assessore provinciale Giuseppe Rossetto, “probabili interventi di limitazione di portata o di chiusura totale con le ovvie ripercussioni soprattutto di ordine economico-sociale”.




