Politica - 15 maggio 2012, 12:07

Motta (PdL) e Boeti (PD) rinviati a giudizio per minacce e percosse su Biolè e Bono del MoVimento 5 Stelle

I fatti sono avvenuti nell'Aula del Consiglio regionale il 30 dicembre 2010

Massimiliano Motta (PdL) e Nino Boeti (PD)

Massimiliano Motta (PdL) e Nino Boeti (PD)

Riceviamo e pubblichiamo.

La Procura della Repubblica di Torino ha citato a giudizio davanti al Giudice di Pace i Consiglieri regionali Massimiliano Motta (PdL) per minacce e percosse e Nino Boeti (PD) per percosse a danno mio e del collega Fabrizio Biolè. Il provvedimento giunge alla conclusione delle indagini avviate dal Pubblico Ministero Vincenzo Pacileo, a seguito della querela di parte da noi presentata dopo i gravi fatti avvenuti nell'Aula del Consiglio regionale il 30 dicembre 2010. In quell'occasione io ed il collega Biolè, alla conclusione della discussione e bocciatura della nostra proposta di legge per la riduzione delle retribuzioni dei Consiglieri regionali, avevamo subito delle violenze sotto gli occhi di tutti i membri del Consiglio e della Giunta regionale presenti in Aula.

Il Consigliere Boeti aveva spintonato e colpito alle spalle Biolè, mentre Motta, dopo avermi spintonato, mi prendeva addirittura a calci minacciandomi di "farmela pagare". A tali gravi atti, indegni di un consesso civile e tanto più di un'Aula istituzionale, non erano purtroppo seguiti adeguati provvedimenti di sanzione da parte della Presidenza del Consiglio Regionale; al contrario siamo stati pesantemente redarguiti per aver compiuto un gesto dimostrativo non violento, lanciando delle finte banconote, e per avere video-ripreso l'accaduto. A seguire, l'Ufficio di Presidenza ha dato un giro di vite alla possibilità di fare riprese: ovviamente non esiterò a mettere in pratica disobbedienza civile per testimoniare nuove violenze che dovessero accadere nei confronti di chiunque all'interno del Consiglio. Io ho un'idea di legalità e giustizia che va al di là delle firme di fantomatici "contratti etici" e che si sostanzia di fatti e non di vuote promesse. Ci auguriamo che la Giustizia ordinaria faccia il suo corso, e che simili gravi comportamenti vengano sanzionati adeguatamente in modo che non si ripetano più.

Davide Bono

Capogruppo in Consiglio Regionale MoVimento 5 Stelle

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