Egregio Direttore,
Da dove vengo è semplice: sono nata e cresciuta a Cuneo e poi, come molti, sono andata a Torino per frequentare l’università, e lì sono rimasta perché lì costruito il mio lavoro.
E ogni settimana tornavo a Cuneo.
Per due legislature sono stata assessore tecnico a Rivoli, chiamata da un sindaco che voleva tenere l’assessorato al sicuro da interessi e gruppi di potere.
Terminato l’incarico sono tornata al mio lavoro a tempo pieno, faticando non poco per riprendere le fila di un lavoro professionale trascurato per molti anni. Non ho avuto nessun incarico di sottogoverno, nessuna nomina in nessun consiglio di amministrazione: sono semplicemente tornata al mio lavoro. Ma 10 anni di esperienza amministrativa in una città di 51.000 abitanti nell’area metropolitana di Torino sono un patrimonio che posso mettere al servizio della città in cui sono nata e nella quale vivono i miei genitori.
Nel merito della risalita meccanizzata.
Questa l’idea originaria: catturare per la città i visitatori del castello, innestare un circolo virtuoso tra città e castello, fare sistema, come si dice oggi. Da qui l’individuazione di più interventi tra loro strettamente connessi, tutti orientati a concretizzare quell’idea.
I passaggi principali del percorso progettuale:
- luglio 2002: il Comune di Rivoli ottiene dalla Regione un finanziamento di 1.488.809 euro per il programma integrato "La città e il castello", che comprende la risalita meccanizzata.
- ottobre 2002: si indice il concorso internazionale di architettura; sono invitati a Rivoli cinque giovani e affermati progettisti europei affinché, colta la suggestione del luogo, propongano alla città la loro idea di risalita meccanizzata; in questa occasione gli architetti tengono conferenze pubbliche sul loro lavoro;
- 5 dicembre 2002: si organizza un incontro preliminare con le associazioni ambientaliste e i comitati di quartiere;
- 16 dicembre 2002: i progettisti illustrano pubblicamente le loro idee e un comitato scientifico, composto da esponenti del Politecnico di Torino, della Regione Piemonte e della Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici, in una seduta pubblica, sceglie il progetto più qualificante.
- 12 febbraio 2004: l’architetto Andreas Vass, vincitore del concorso, illustra pubblicamente il progetto preliminare;
- settembre 2005: l’architetto Andreas Vass, il professor Carlo Olmo e l’architetto professore Pierre Alain Croset illustrano il progetto esecutivo del collegamento meccanizzato tra città e castello, nel corso di un’assemblea pubblica presso la sala consigliare.
Il referendum si colloca alla fine di questo percorso. Risulta difficile allora motivare il dissenso accusando scarsa trasparenza e partecipazione. Il referendum è indetto quando le procedure per l’appalto sono praticamente concluse e non raggiunge il quorum previsto dallo statuto comunale (partecipa il 20% degli aventi diritto).
L’opera oggi è conclusa. E’ stata frutto di un concorso internazionale. E’ pubblicata su qualificate riviste di architettura. E’ uno dei progetti menzionati dal premio Mie Van der Rohe. E’ un tassello di un intervento di riqualificazione di un’area urbana di grande interesse storico e paesaggistico.
Io la partecipazione non l’ho invocata o annunciata, ma l’ho praticata, ed ha caratterizzato da subito il mio assessorato: nel 2001 con il Piano Urbano del Traffico e il Piano di coordinamento degli orari (premiato dal Ministero) e negli anni seguenti con il nuovo Piano Regolatore.
Amministrare comporta l’assunzione di responsabilità delle scelte e il saper cogliere le opportunità, purché all’interno di una visione strategica dello sviluppo dei territori e delle comunità.
Ed è questo che è stato fatto con progetto della risalita meccanizzata di Rivoli.
La ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi
Marta Colombo





