Al Direttore - 17 maggio 2012, 10:38

Ecco alcune regole basilari e semplici per rendere le ferrovie piemontesi meno "rami secchi"

Un lettore ci scrive a commento dei nostri servizi sulle ferrovie as rischio chiusura da parte della Regione

La stazione di Manta

La stazione di Manta

Egregio signor Direttore,

ho letto con estremo interesse il vostro articolo riguardante la linea ferroviaria Cuneo-Saluzzo-Savigliano e vorrei esprimere alcune osservazioni e suggerimenti al riguardo.

La prima cosa che osservo è che il vostro cronista ha fatto “il viaggio al contrario” cioè il flusso viaggiatori al mattino è maggiore in direzione Cuneo Saluzzo-Torino e la sera in direzione opposta in quanto i pendolari al mattino si spostano a Torino e la sera ritornano a casa. Infatti sui treni del mattino in direzione Saluzzo-Savigliano il numero passeggeri è ben superiore e ciò è facilmente verificabile.

Quanto ai disservizi di Trenitalia sono talmente vistosi che si commentano da soli.

Il problema però è che se si vuole rendere il trasporto pubblico locale meno oneroso (nessun trasporto pubblico locale in Europa si autofinanzia) occorre applicare alcuni elementari accorgimenti: utilizzare un unico titolo di viaggio valido sia sui bus che sui treni regionali; eliminare i doppioni applicando il semplice postulato che nelle ore “di punta” viaggia il treno e nelle ore “di morbida” viaggiano i bus; migliorare i punti di interscambio avvicinando i capolinea dei bus alle stazioni ferroviarie; aumentare l’orario di servizio cioè il periodo della giornata in cui il viaggiatore possa trovare un mezzo di trasporto (non importa se treno o bus) che lo porti a destinazione.

Nel caso di Saluzzo sono possibili molte migliorie: intanto spostare il capolinea dei bus alla stazione FS; richiedere l’attivazione di alcune corse dirette su Torino (se non a Porta Nuova, che è affollata,  su Lingotto e Porta Susa, come già fatto con la ferrovia Canavesana che parte da Chieri e attraversa tutta Torino per andare nel Canavese); richiedere la deviazione di alcune corse per Ventimiglia via Saluzzo (in zona esiste un bacino di utenti che già oggi adopera il treno ma partendo da Cuneo); creare sinergia tra i due mezzi di trasporto pubblico.

Quanto agli interessi che voi denunciate nel titolo del vostro articolo ci sono, si sentono e sono forti. Certo andare avanti come ora è difficile: occorre un progetto che rilanci il comparto dell’intero trasporto locale in tutta la regione come sta facendo la vicina Lombardia. Non possiamo permetterci altro traffico sulle strade, peraltro disastrate.

Qualcuno dei nostri amministratori avrà la forza di intraprendere questa strada? Vedremo.

Cordiali saluti.

Mario Guerra

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