Al Direttore - 12 giugno 2012, 09:39

Vittima del mobbing, non fu creduto: la Corte d'Appello ribalta la sentenza

Ci scrisse una lettera a fine 2010 in cui denunciava il fatto di essersi dovuto licenziare dal lavoro

Vittima del mobbing, non fu creduto: la Corte d'Appello ribalta la sentenza

Gentile Direttore,

il 3/12/2010 aveva pubblicato una mia lettera in cui raccontavo la mia triste esperienza di operaio mobbizzato. Ora le chiedo gentilmente di far conoscere ai lettori la felice conclusione della mia vicenda.

Questa mia lettera è rivolta a tutte le persone che, per qualsiasi motivo, hanno subito del mobbing sul lavoro e, come me, sono state costrette a licenziarsi.

Vorrei invitare queste persone a farsi coraggio e ad andare avanti affidandosi, come me, alla giustizia, denunciando le ingiustizie subite. Io l’ho fatto, nonostante la mia invalidità civile (certificata e dimostrata legalmente), non sia stata sufficiente a garantirmi una sentenza equa nel processo di primo grado a Cuneo: per cause poco chiare, sono stato condannato da un giudice del lavoro, forse anche in modo spietato, a pagare anche 4000 euro di spese giudiziarie.

Avendo perso la causa, non ho pagato, ma ho immediatamente presentato ricorso in Corte d’Appello a Torino, dove attenti giudici hanno esaminato il mio caso: ne sono uscito vincente, ottenendo tutto il risarcimento danni che avevo chiesto ed il rimborso delle spese del primo e secondo grado.

Quindi alle persone che si trovano nella mia situazione dico: “Non mollate! Se avete bisogno di qualche consiglio, nel limite del possibile, contattate il giornale e vi sarà fornito il mio recapito telefonico. Potremo incontrarci e parlarne”.

Lettera firmata

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