“L’Ordinanza del TAR-Piemonte che sospende il Calendario Venatorio 2012-2013 approvato dalla Giunta regionale con apposita Delibera nel giugno scorso, si poteva evitare, se solamente l’Assessore ed il Presidente avessero dato seguito agli impegni assunti in Consiglio regionale. Infatti, quando fu abrogata la legge 70/96 per evitare il Referendum si prese l’impegno di presentare a stretto giro (2 mesi al massimo 3) un nuovo testo sulle linee di indirizzo che vedevano sostanzialmente convergenti UdC, PD, Lega, PdL. Si trattava cioè, limitando a 21 le 29 specie oggi cacciabili (numero decisamente inferiore alle altre Regioni) di tenere in debito conto anche le istanze referendarie. Di questo, tuttavia, ad ora nessuna traccia. Ricordo inoltre che sia gli uni, i cacciatori, che gli altri, i no-caccia, sono cittadini piemontesi e l’Amministrazione regionale non è l’Amministrazione né degli uni né degli altri in esclusiva, ma di tutti. Se nemmeno il Consiglio ha provveduto ad approvare l’OdG che impegnava la Giunta a provvedere nel nuovo testo di legge la già citata riduzione delle specie cacciabili, è evidente aspettarsi una reazione pari allo sgarbo subito. Altrettanto possa dirsi per i cacciatori, tutti in regola con permessi e pagamenti per l’esercizio dell’attività venatoria e che ora si trovano nella totale incertezza. Nella commissione di stamane, l’Assessore ha detto che si provvederà ad una nuova delibera ed il calendario venatorio sarà così garantito. Me lo auguro, ma il problema va affrontato nel merito e velocemente con un atteggiamento di rispetto per le posizioni di tutti usando quell’equilibrio, quella prudenza e aggiungerei quella saggezza sin qui lasciate da parte.”




