Attualità - 14 novembre 2012, 11:03

Per la “Società degli Ingegneri e degli Architetti di Torino” Ostana sta falsificando la propria cultura insediativa

Il pronunciamento rinvigorisce la battaglia in difesa dei valori culturali, paesaggistici ed architettonici dell’architetto Renato Maurino, guru locale dell’architettura alpina

Il “Centro benessere” di Ostana, che Maurino definisce essere “reso tipico dall’inserimento di una specie di cabina telefonica (molto tipico soprattutto il tetto piano in rame!) e da un nuovo sistema antitradizionale di 'non' sporgenza del tetto”

Il “Centro benessere” di Ostana, che Maurino definisce essere “reso tipico dall’inserimento di una specie di cabina telefonica (molto tipico soprattutto il tetto piano in rame!) e da un nuovo sistema antitradizionale di 'non' sporgenza del tetto”

Da tempo la battaglia contro quelli che egli stesso definisce “gli sgorbi” di Ostana, l’architetto Renato Maurino la porta avanti da anni senza guardare in faccia niente e nessuno. Men che meno il suo ormai ex amico Giacomo Lombardo, attuale sindaco del paese: “Nulla di personale – ci dice -, una semplice ed appassionata battaglia  contro quelle brutture che il sindaco permette di eseguire”.

E che le osservazioni inviate in questi giorni alla stampa dalla “Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino” (che con un gruppo di soci ha partecipato nel luglio di quest’anno alla visita ad Ostana, organizzata dall’Ordine degli Architetti della provincia di Cuneo), mossa dal desiderio di contribuire al dibattito in corso, non solo tra gli architetti, sul costruire nelle nostre montagne oggi, hanno apertamente confermato, dando al battagliero Maurino, nuove ed ulteriori energie.

Le pubblichiamo in tutta la sua interezza.

Ostana, che è stata anche oggetto di attenzione nell’interessante convegno e workshop dell’8 e 13 ottobre 2012 organizzato dall’Uncem – scrive la “Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino” - è meta di architetti non solo piemontesi, perché, caso abbastanza raro per non dire unico, è diventato un Comune ‘laboratorio’ di architettura alpina, grazie al lavoro di un architetto ‘insider’, paziente studioso delle tipologie edilizie e costruttive locali ed insieme di caute sperimentazioni, che cerca di non strappare il filo della tradizione, con il quale è stata tessuta l’identità del paese e della valle.

Per questo ci hanno colpito esempi recenti di pratiche progettuali diverse, accomunate invece dallo ‘strappo’ del filo della tradizione: in modo plateale, come nel caso della baita ‘caserma’ e delle tettoie di cemento armato che spiccano incongrue sulle alture del territorio comunale, o, in modo sottile, come nel caso di ristrutturazioni di edifici esistenti, fra i quali il ’centro benessere’, di talune pavimentazioni, della nuova ‘ala’ all’ingresso del paese, dalla collocazione urbanistica opinabile e dall’ insolito montaggio su due piani. Interventi nei quali sono ancora presenti i materiali tradizionali – legno e pietra - in un quadro di rispetto apparente, ma di sostanziale ’falsificazione’ della cultura insediativa che fino a ieri ha costruito il borgo.

Questi esempi dicono che il costruire nelle nostre montagne, da pratica condivisa è diventato campo di pratiche individuali e divergenti, che meriterebbe invece di essere attentamente valutato, attraverso un dibattito e una partecipazione alle scelte del recupero”.

Frasi che all’apparenza non lasciano spazio ad interpretazioni di sorta. E che Maurino – l’architetto “insider” - non si lascia passare innanzi senza commentarle. Senza peli sulla lingua. Con la consueta schiettezza ed ironia.

Condivido totalmente – ci dice - le critiche non lusinghiere mosse ad alcune opere pubbliche e private, realizzate e in fieri, licenziate in questi ultimi anni dall’Amministrazione Comunale del sindaco Giacomo Lombardo. Opere sullo scarso valore architettonico delle quali sono intervenuto più volte in passato, senza mai essere preso nella benché minima considerazione. Finalmente, dall’alto di una prestigiosa Associazione di esperti in materia, è arrivato un autorevole commento a frapporsi lungo un percorso ovunque presentato come trionfale. Autorevole commento che però, considerato l’andazzo amministrativo in corso, è purtroppo prevedibile non susciterà gli auspicati ripensamenti”.

L’appassionata battaglia in difesa dei valori culturali, paesaggistici ed architettonici continua. “Ma nessuno è profeta in patria” ci dice Maurino con un sorriso.

W.A.

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