Puntualmente, con l’arrivo della neve la Statale 21 del Colle della Maddalena (Valico internazionale), percorsa giornalmente da centinaia e centinaia di TIR rischia di trasformarsi nel teatro di tragedie annunciate e finora solo sfiorate. Come è successo venerdì 14.12 quando, in rapida successione, prima in salita e poi in discesa, due TIR, sprovvisti di catene, all’ingresso di Demonte hanno: il primo coinvolto una nostra concittadina che si recava al lavoro, e il secondo sbandando ha sfiorato un passante e ha rischiato di precipitare nel rio Cant.
Al di là della dinamica degli eventi, fino a quando potremo dire: è andata bene? Fino a quando dovremo assistere al passaggio di automezzi non attrezzati a superare le difficoltà di una S.S.21 non idonea, non in grado di sopportare con un minimo di sicurezza per gli abitanti, un traffico pesante, per i noti motivi economici, sempre più convulso?
La nostra battaglia per le variante di Demonte, Aisone, Vinadio è, sempre per motivi economici e di scelte politiche, ferma in attesa di improbabili novità visto il contesto generale.
Avevamo chiesto nel frattempo, come Comitato e come Amministratori, di utilizzare tutti quegli strumenti (controllo dell’idoneità dei mezzi pesanti all’inizio della Valle in caso di nevicate, rispetto dei limiti di velocità, rispetto delle limitazioni del traffico previsto dall’accordo tra la Provincia di Cuneo e il Consiglio Generale des Alpes de Haute Provence, del rispetto delle limitazioni di orario nei prefestivi e festivi, ecc), anche qui: mancano i mezzi, gli uomini, la benzina, gli strumenti, forse la volontà…
Nel frattempo apprendiamo (La Stampa del 10/12/2012) dall’AD dell’Acqua S. Anna, che è sua intenzione, se gli concedono i relativi permessi, raddoppiare lo stabilimento di Vinadio. Dobbiamo fare gli auguri (per il lavoro, l’occupazione, gli utili, ecc) o gli scongiuri (per noi, per i nostri paesi martoriati, per la nostra salute, ecc)?
A quando un progetto di Valle, compatibile con il territorio e i suoi abitanti, dove “il lavoro” non sia solo il risultato di una resa al profitto, a prescindere dalle conseguenze, bensì una possibilità di vita nella Valle che amiamo?
Domande magari utopistiche e retoriche, ma problemi veri.
E nel frattempo, Ing. Bertone, non sarebbe opportuno, visto che si lamenta (a ragione) per le infrastrutture insufficienti, di attivarsi con noi per renderle efficienti, prima di pensare di buttare altre centinaia di TIR sulla SS.21?
Aspettiamo risposte.
Il Comitato SI DAV





