Attualità - 14 febbraio 2013, 14:31

La decisione di Papa Benedetto XVI: il volto umano della Chiesa. Video Servizio con Mons. Cavallotto

Gesto profetico, umile e coraggioso: la sofferta scelta di Papa Ratzinger nelle parole dei religiosi della Provincia di Cuneo

La decisione di Papa Benedetto XVI: il volto umano della Chiesa. Video Servizio con Mons. Cavallotto

Papa Benedetto XVI rinuncia al ministero affidatogli il 19 aprile 2005: dopo sette anni di servizio alla Chiesa il Papa, dopo sofferta meditazione, ha deciso di lasciare questo compito, “non potendo più svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede”, come afferma il Papa stesso.

Le prime pagine dei giornali rincorrono la notizia, San Pietro è gremita di gente, tanto che la celebrazione delle Ceneri di questa sera si terrà nella Basilica e non in Santa Sabina all’Aventino, per motivi di spazio.

C’è chi grida al complotto, chi accoglie in silenzio la notizia, chi sottolinea l’umiltà e il coraggio di Papa Ratzinger.

Abbiamo intervistato alcuni religiosi della provincia di Cuneo: minimo comun denominatore è la consapevolezza che la scelta di Papa Benedetto è sofferta, ma coraggiosa.

Alcune suore del cuneese affermano: “È una scelta coraggiosa e innovativa, dimostra umiltà e al tempo stesso coraggio: è un invito a pregare per il futuro della Chiesa, ad essere consapevoli dei propri limiti. Il Papa è uomo di Dio, docile allo Spirito Santo, ha compiuto tale scelta non interrogando se stesso ma lo spirito. È una decisione sofferta ma serena, un passo importante per la Chiesa: una scelta inedita, come inedito è lo Spirito Santo.”

Don Beppe, parroco di San Michele di Mondovì, sottolinea “che è una scelta di dignità ed autenticità; è una possibilità, quella di lasciare il ministero, che è stata preparata per così dire dal basso: un tempo il curato “sposava” la propria parrocchia, ora anche i preti, quando le condizioni fisiche gravano sullo svolgimento dei propri compiti, possono dare le dimissioni, ed anche i vescovi. Ora anche il Papa. Non poteva solo sospendere il pontificato, ci sono urgenze non rinviabili: la legislazione ecclesiastica prevede questa possibilità, è avvenuto 12 volte anche se si ricorda solo Celestino V. Non credo che dopo questa scelta il Papa resterà sulla scena, suonerà Mozart e pregherà.”

Don Romano Fiandra, parroco di Limone Piemonte, sigla la decisione del Papa come “gesto profetico: è una rinuncia di persona che ha la testa sulle spalle, segno di una Chiesa umana. Un gesto coraggioso, intelligente e furbo”.

Don Beppe Panero, ex rettore del Seminario Interdiocesano di Fossano e rettore del Santuario di Sant’Anna, rimarca la sorpresa: “sono secoli che non veniva presa una decisione del genere, che è prevista dal codice di diritto canonico. Una scelta intelligente, umile e difficile: ha fatto il Papa perché gli è stato chiesto, la cosa bella è questa dedizione al servizio.”

Don Mauro, assistente del Vescovo, evidenzia la “scelta non facile attuata da Papa Ratzinger, ma coraggiosa: ha messo prima il bene della Chiesa, poi quello personale.”

In conclusione le parole di Papa (fino al 28 febbraio) Benedetto XVI:

“Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura.”

Vedi intervista a Mons Cavallotto di Telegranda e le foto di un gruppo di cuneesi in visita a Roma nei momenti dell'annuncio del Papa (ore 15 dell'11 febbraio)

Marta Gas

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