Si è - forse - chiusa l’avventura delle Comunità Montane, con il consiglio di martedì 26 marzo che ha approvato il conto del bilancio per l’esercizio finanziario 2012. Ogni membro ha lasciato una memoria storica messa a verbale.
Il commissariamento delle Comunità è previsto per il 31 marzo: la fine del mese e delle comunità si avvicina. La Legge Regionale n. 11 del 28 settembre 2012 prevede la nascita delle Unioni dei Comuni, ma la situazione resta incerta: la lunga agonia delle Comunità Montane non pare ancora giunta al capitolo finale.
Il presidente della Comunità Montana Valle Stura, Pierpaolo Varrone, sottolinea come la situazione sia nelle mani della Regione, “ma ancora non è stato pubblicato il bando che darebbe vita alle Unioni dei Comuni”.
In primis la Regione “non ha mantenuto gli impegni economici, non abbiamo ricevuto un centesimo delle risorse ordinarie del 2012, come bilancio siamo fermi al 2011. La Regione impedisce ogni operatività”.
Il presidente stigmatizza come “strumentali” le critiche mosse nei confronti del suo operato.
Pubblichiamo l’intervento messo a verbale del consigliere Paolo Bottero circa il conto del Bilancio:
“La Comunità Montana chiude con questo Bilancio la sua lunga ed importante vita amministrativa.
Il conto del bilancio non è solo un momento in cui discutere i numeri, è soprattutto l’occasione per trarre le conseguenze politiche , le ricadute degli atti e delle scelte o delle non scelte adottate dall’amministrazione.
Sarebbe inutile ripercorrere qui la storia che ci ha condotti dalle epoche di Romolo Bignami ad oggi, così come sarebbe inutile discutere sulle motivazioni e le condizioni che hanno imposto la chiusura di questo Ente.
Importante invece è essere consapevoli di aver partecipato all’ultimo momento di vita della Comunità Montana Valle Stura che ci sta portando verso una stagione nuova, quella dell’Unione.
Avrei sperato di sentire un discorso del Presidente a chiusura del Bilancio e della relativa vita dell’Ente volto alla speranza per il futuro, che, se pur in un momento di difficile situazione genale, aprisse la porta alle scelte che i comuni sono chiamati ad adottare verso il concetto di UNIONE.
Per favorire questo passaggio, aiutare a fare chiarezza e capire dove si vuole andare ci sarebbe voluto un ruolo autorevole super partes, questo ruolo, a mio avviso, doveva essere svolto dall’attuale Presidente della Comunità Montana.
Mi spiace aver sentito molti commenti negativi alle sue spalle, Presidente Varrone, questa è la sede dove io credo bisogna dibattere e portare le proprie istanze. Non ho nulla di personale nei suo confronti, le mie sono puramente valutazioni politiche.
Io ritengo che il suo ruolo è stato del tutto assente, che ha preparato prima del tempo l’ente ad essere accompagnato verso la sua chiusura con un atteggiamento da commissario liquidatore che ha esaurito il suo compito.
Un giorno, in campagna elettorale, avvicinai un Sindaco chiedendogli l’appoggio alla mia candidatura in Comunità Montana. Questo, arrotolandosi le maniche, mi disse che per i tempi che si sarebbero dovuti affrontare ci sarebbe stato bisogno di un uomo forte al timone.
La storia recente ci sta insegnando che purtroppo alcuni di questi uomini che vengono considerati “forti al timone” abbandonano la nave ancora prima del proprio equipaggio.
Permettetemelo, una fine, che per la Storia di questa Comunità Montana e per gli uomini che l’hanno voluta e guidata nel tempo, è oltremodo avvilente ciascuno di noi tragga le proprie conclusioni.
Del resto sarebbe interessante che il Presidente ci spiegasse in questa sede le motivazioni del richiamo del Presidente dell’Uncem con lettera del 18 marzo volta alla Comunità Montana e p.c. ai Sindaci della Valle che cita testualmente di “ rivedere le decisioni assunte, non interrompendo il rapporto associativo e corrispondendo le quote associative 2012 – 2013 all’UNCEM”
Sarebbe auspicabile che ci chiarisse la sua astensione visibile sul sito del Comune di Borgo S. Dalmazzo VERBALE DI DELIBERAZIONEDEL CONSIGLIO COMUNALEN. 5 del 07/03/2013
PROPOSTA DELL’ASSEMBLEA DEI SINDACI DELLA COMUNITA’MONTANA VALLE STURA DI INDIVIDUAZIONE DELL’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE DI GESTIONE ASSOCIATA AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA L.R. N.°11/2012- ESAME E DETERMINAZIONI.
Mi pare che in altre Comunità Montane molto vicine alla nostra il ruolo dei Presidenti uscenti sia Stato del tutto differente.
Vorrei parafrasare una piccola estrapolazione del discorso d’insediamento della neo Presidente della Camera Boldrini che personalmente ho apprezzato molto cito testualmente:
“Sento forte l’alto richiamo del Presidente della Repubblica sull’unità del Paese, un richiamo che questa aula è chiamata a raccogliere con pienezza e con convinzione.
La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione.
Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio”.
Questa frase dovremmo farla nostra, di tutti noi, con la stessa passione che muove una persona ultraottantenne a voler ancora testimoniare la sua presenza all’ultimo consiglio di comunità Montana, passione che porta coloro che oggi vorrebbero avere la possibilità di discutere su l futuro del territorio in cui credono e vivono a chiedere di aprire un’ampia discussione sul tema dell’Unione in Valle, passione che ci vede qui riuniti per garantire il numero legale all’ultimo consiglio di un de cuius.
Condivido il pensiero di chi ritiene, e spesso capita anche a me, che vi sia confusione fra "unione" ai sensi della Legge regionale e "Unione" ai sensi degli obblighi imposti dallo Stato ai Comuni con meno di 3000 abitanti.
Lo Statuto, strumento che consentirà alla nuova realtà di stabilire le regole della vita dello stesso è in questa prima fase affrontato dai Sindaci e non mi pare da quanto ho visto abbozzato parta dall'obbligo dei Comuni conseguente alla Legge nazionale bensì da dalla Legge regionale.
La decisione, in questa fase meramente politica, di convocare una sorta di collegio dei Segretari (a discutere di cosa?) la trovo francamente fuori luogo.
Anche se la Comunità Montana è formalmente finita esistono gli spazi, le speranze le idee. Chi meglio di tutti noi in questo momento potrebbe svolgere quel ruolo di “commissione di valle” supportando la conferenza dei Sindaci in un confronto su una loro proposta di bozza prima che questa venga posta ai consigli comunali.
Se ciò fosse possibile si potrebbe rispondere alle domande quali:
“Come si può parlare di regole senza sapere dove si vuole andare? come si può parlare di composizione di Organi senza aver stabilito cosa si vuole mettere assieme......”
Non permettiamo che si sposti la questione sulla assurdità del voto ponderato o l’elezione delle minoranze tra le minoranze.
Facciamo si che la nostra Comunità, che da sempre si è distinta in Regione e nel panorama della montanità più in generale per la sua lungimiranza politica, sappia dare ancora una volta prova di alto confronto democratico e politico aprendo la porta ad un nuovo viaggio ed a una nuova sfida che potrebbe anche rivelarsi, se ben gestita, un’opportunità di superamento delle barriere e dei campanili.
Sui conti economici, in cui non siamo mai stati chiamati a condividere nulla, proporrò al mio gruppo l’astensione pur garantendo la presenza.
Sul prosieguo lancio un appello a tutti coloro che vogliono confrontarsi perché se è vero che la Comunità Montana è finita sono finiti anche i ruoli di maggioranza ed opposizioni.
Ritengo che giunto il momento di intraprendere un viaggio insieme per il bene della Valle.”




