Agricoltura - 01 aprile 2013, 12:27

Le Terre Alte si sono presentate a Pamparato durante la Fiera

"Non ci piangiamo addosso, non chiediamo sovvenzioni - ci dice fermo Giuseppe Molinari dalle Langhe - ma vogliamo prendere in mano, con responsabilità e competenza di "mestiere", con il nostro "saper fare", il territorio e la sua regolamentazione. Abbiamo bussato, ma molte porte sono rimaste chiuse e i burocrati, fiancheggiati dalla cattiva politica, si stanno rintanando su "la crisi" e la difesa della ... sedia!"

Da sn Ettore Roncisvalle Vice Sindaco di Pamparato, Giuseppe Molinari fondatore della Comunità di Langa e Alta Langa per la tutela dei prodotti agricoli, Giorgio Alifredi Presidente di Alte Terre, Antonio Leinardi e Antonio Bornia coltivatori.

Da sn Ettore Roncisvalle Vice Sindaco di Pamparato, Giuseppe Molinari fondatore della Comunità di Langa e Alta Langa per la tutela dei prodotti agricoli, Giorgio Alifredi Presidente di Alte Terre, Antonio Leinardi e Antonio Bornia coltivatori.

Tappa di presentazione a Pamparato, in occasione della Fiera dei Maestri del Gusto, per la nuova Associazione Alte Terre, nata per la difesa dell'uomo in montagna! Un paradosso? Ma non è la natura che va difesa dall'uomo? Il "cacciatore" diventa cacciato? Ma siccome siamo entrati nell'era ... dell'Acquario, l'era della consapevolezza, stiamo ad ascoltare il Presidente Giorgio Alifredi. Con il suo look d'antan, ma proiettato su Internet, in modo pacato, ma determinato, ci racconta il perché di questo silenzioso capovolgimento, che lui vive, con oltre 350 soci, tutti i giorni. Si potrebbe dire, dalla Val Maira con ... rabbia!

"Siamo pastori e montanari piemontesi, convinti delle grandi opportunità che ci regala la nostra terra. - ci dice Giorgio sorridendo - Occupazione per noi e per l'indotto che creiamo, soddisfazione personale, qualità della vita non alienante, per noi, per il turista e persino per una filiera di aziende di servizi ed industriali, giù nelle valli."

 

Crisi a parte, che tutti colpisce, mi chiedo dove sta il problema, in quei paradisi delle Alpi Marittime e Cozie. Sarà certamente la tropicalizzazione del clima, qualche moria di bestiame, la mancanza di selvaggina? Bazzeccole! Per questi duri uomini (e donne), quello che noi cittadini chiamiamo "inferno", loro lo chiamano "casa"! Proprio come nel famoso film Rambo! A queste sfide sono culturalmente e tecnicamente preparati. E le eccellenze dei loro "giacimenti golosi" sono lì a dimostrarlo. E allora cosa li ha portati ad unirsi e contro cosa?

"Lentamente, da circa un ventennio, una burocrazia cieca, che ignora completamente il nostro mestiere, ha pervaso, come un cancro, tutta la nostra attività. Siamo al punto di non poter pensare allo sviluppo del nostro territorio, delle nostre attività, a migliorare le tecniche e la nostra formazione. Insomma aumentare il valore aggiunto. Anzi - prosegue il Presidente animandosi - dobbiamo sprecare energie e risorse finanziarie solo per ottemperare regolamenti scritti da chi vive la montagna come una fiaba romantica".

E i fatti che snocciola, con fermezza e conoscenza della materia, hanno dell'assurdo, come il teatro di Jonesco, e, ahimè, niente affatto rari nel panorama italiano, che alimenta i Crozza, Striscia la Notizia, le Iene, ma mai la Casta e gli Enti preposti! La goccia che ha fatto ... creare l'associazione è la nuova Legge Forestale del 2009 (e successivi regolamenti) che ha posto limiti obiettivamente critici, persino tecnicamente discutibili, come il divieto di pascolo nei boschi, di proprietà, dei caprini o la boscaglia d'invasione assimilata a bosco dopo dieci anni. L'accorpamento fondiario di proprietari ormai inesistenti è talmente farraginoso, che si preferisce l'abbandono, con le conseguenze a tutti visibili. La presenza degli animali selvatici, che l'immaginario collettivo (in vero più di città e pianura) assimila ai panda di wwf memoria, in realtà, per alcune specie, è davvero fuori controllo. Cerbiatti, cinghiali, lupi, ghiri non sono "cattivi" (però la natura non è neanche Disney), e i loro cicli naturali, la loro catena predati/predatori, non è più in sintonia, a causa degli spazi ridotti, con le attività umane. Né loro hanno "capito" che devono stare solo nei parchi!

"Non ci piangiamo addosso, non chiediamo sovvenzioni - ci dice fermo Giuseppe Molinari dalle Langhe - ma vogliamo prendere in mano, con responsabilità e competenza di "mestiere", con il nostro "saper fare", il territorio e la sua regolamentazione. Abbiamo bussato, ma molte porte sono rimaste chiuse e i burocrati, fiancheggiati dalla cattiva politica, si stanno rintanando su "la crisi" e la difesa della ... sedia!".

Professionisti abituati al "fare", spesso già alle 4 del mattino, hanno attivato subito il passaparola, di valle in valle, come una volta, contro i Saraceni, con le torri. Oggi si chiamano Internet e Blog. Risultato: da Luglio 2012, hanno scoperto di essere meno soli. Svizzera, Francia, Trentino, Lombardia, tutti rigorosamente "verdi", li chiamano per scoprire che la realtà non è mai bianca o nera, ma ci sono dei grigi da affrontare con professionalità, e senza demagogia o fantasie alla Disney. Gli indiani d'America, che nella natura ci vivevano, dicevano che la Terra l'abbiamo presa in prestito dai nostri figli. Ho ritrovato le stesse parole nel loro statuto. Facciamo che non diventino gli "indiani della Val Maira".

r.c.

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