Gentile Direttore,
la lettera che segue è stata inviata ai deputati prima di leggere la nota di SCpI della Provincia di Cuneo pubblicata in data odierna sul suo giornale.
Al momento dell’approvazione dei decreti legislativi sulla c.d. ”riforma della geografia giudiziaria” certamente Scelta Civica non esisteva, ma l’attuale loro leader (Monti) guidava quel governo e, in continuità con quanto stabilito con quei decreti, l’orientamento espresso dai componenti di ScpI in sede parlamentare (è sufficiente leggere le dichiarazioni in Aula e la relativa votazione in merito agli odg proposti per una proroga della riforma anzi dei “tagli della giustizia” ) è per la soppressione dei tribunali seppure con qualche distinguo. D’altronde non potrebbe essere diversamente altrimenti si sconfesserebbe il loro leader. Questo governo (Letta) , in continuità con quanto stabilito dal suo precedessore (Monti), sta applicando quei tagli senza tener in alcuna considerazione le “indicazioni” (seppure blande) del Parlamento. E, tantomeno, le solide ragioni di milioni di cittadini-elettori che vedono allontanarsi un altro servizio: quello della “giustizia di prossimità territoriale”, che lo Stato deve (o dovrebbe garantire). Anche la giustizia, inoltre, con i costi attuali (contributi unificati, diritti forfettari, diritti di copia , di notifica degli atti, avvocato ecc…) sta diventando un “bene di lusso” per pochi e non per tutti. Come dire: caro cittadino rivolgiti alla giustizia solo in casi estremi altrimenti è un abuso e, quindi, la paghi a caro prezzo. E’ questo che si vuole ? Perché eliminare i presidi di legalità territoriali se sono efficienti e produttivi, con elevata informatizzazione ed attivi economicamente ? I tagli ed i risparmio sono altri (leggasi consulenze, affidamento servizi all’esterno ecc….).
Ben venga “…l’obiettivo di porsi in ascolto di tutti i territori….” perché ad oggi non c’è traccia. E’ da oltre un anno che lottiamo contro questi “tagli indiscriminati” ma dalla maggioranza del potere politico stiamo ancora oggi attendendo una risposta alle nostre contestazioni, istanze.
Se il linguaggio politico tende a fare sintesi occorre, però, effettuarla sulla base di informazioni concrete e ben argomentate.
Prevedere eventuali decreti correttivi con i “tagli” alle sedi giudiziarie in corso è alquanto singolare: il monitoraggio sarebbe stato utile come sperimentazione per un limitato periodo ed un determinato territorio altrimenti un tribunale soppresso non può essere ripristinato perché ci si è sbagliati e, magari, dopo un anno o due dalla chiusura !!
Ogni azione della nostra lotta è stata sempre improntata alla ricerca del dialogo indipendentemente dall’appartenenza politica dell’interlocutore perché la giustizia è di TUTTI I CITTADINI.
Se l’orientamento da parte di SCpI di Cuneo è per una revisione preventiva dei tagli ai tribunali (ed i giudici di pace) allora li invitiamo a sottoscrivere (e farla sottoscrivere) la nostra petizione (link http://www.change.org/it/petizioni/parlamento-pres-senato-camera-e-gruppi-parlamentari-approvare-proroga-c-d-riforma-circoscrizioni-giudiziarie-7) nonché di essere promotori di un’iniziativa, trasversale, con gli altri gruppi parlamentari, in tempi rapidi considerato che il 13.9 è dietro l’angolo, per fermare questa decapitazione della giustizia e la “deportazione” del personale.
Franco Totaro
Riceviamo e pubblichiamo la lettera:
Vogliamo ricordare che il precedente governo era guidato proprio dall'attuale leader (Monti) del vostro gruppo politico (SCpI) che decise gli attuali "tagli" (non riforma della quale non ha alcuna caratteristica) sulla "giustizia di prossimità" cioè quella vicina al cittadino e che lo Stato deve (dovrebbe garantire).
Tagli (non riforma quindi) effettuata a tavolino senza conoscere i territori anche solo a livello geografico.
Una riforma è ben altro: la riforma senza un confronto, un dibattito anche aspro, con tutte la parti del settore è destinata al fallimento o, semplicemente, a "sopravvivere" in attesa delle eventuali correzioni o s.m.i.. Così all'infinito creando altra confusione anche rispetto alla sua applicazione in concreto e del quale si fanno, purtroppo, carico i territori.
Nel caso specifico, infatti, i "tagli" sono stati imposti ed approvati in Parlamento con il ricorso al "voto di fiducia" (???). Fiducia a chi ed a cosa?
Quindi accodarsi, ora, alla manifestazione del 14 agosto ad Alba si può definire, con franchezza e senza offesa, ipocrisia.
Una manifestazione, quella di Alba, che fa emergere tutta la profonda desolazione, frustrazione e, soprattutto, rabbia dei territori nei confronti della miopia e sordità delle istituzioni e dei propri rappresentanti (??) in Parlamento.
Le stesse concretezze che si provano e si trovano in TUTTI I TERRITORI interessati ai tagli se solo i politici si degnassero ad effettuare un giro ed ASCOLTARE le istanze di milioni di cittadini-elettori.
NOI (s'intende i cittadini, i dipendenti ed i giudici, gli operatori del settore, la società civile ecc...) insomma I TERRITORI siamo stati lasciati SOLI:
a) dalle istituzioni nazionali e regionali (con qualche rara eccezione);
b) dai politici (con qualche eccezione);
c) dal CSM al completo;
d) dall'ANM (con eccezione di alcune sezioni locali);
e) dalle OO.SS. (con eccezione di qualche siglia in modo residuale ed estemporaneo);
f) dalla stampa nazionale ma con il supporto, invece, di quella regionale e, soprattutto, locale.
Al contrario si è stati sostenuti attivamente, anche con loro iniziative dirette, dai COA e da tutti gli organismi dell'avvocatura.
Appare evidente la discrasia politica nelle affermazioni sia all'interno del livello nazionale sia a livello locale. La politica ha reciso quel legame fondato sulla fiducia tra i cittadini-elettori ed i propri eletti.
NOI dei TERRITORI abbiamo rappresentato, in ogni occasione ed ai vari livelli istituzionali e politici, le nostre solide ragioni contro i tagli degli uffici.
La Commissione giustizia del Senato il 24 luglio scorso, dopo mesi di tentennamenti e della inutile attesa delle proposte correttive promesse dal ministrero, ha approvato un testo unico concordato seppure con qualche distinguo di SCpI. Evidentemente le nostre ragioni erano più che solide. Ma, purtroppo, quella decisione non è mai stata (volutamente) calendarizzata in Aula per la sua ratifica definitiva. Anche gli mendamenti presentati in occasione del c.d. dl "del fare" (ritenuti impoponibili dal governo) sono stati trasformati in odg. Tanto un odg non si nega a nessuno (come affermato da un senatore in Aula...). Giusto per dare un contentino ai cittadini. I quali, però, non sono STUPIDI ed hanno capito l'antifona: l'odg è un atto che non impone nulla al governo anzi lascia alla piena discrezionalità del governo ogni decisione !!!
Infatti il ministero non tenendo in alcuna considerazione le "indicazioni" del Parlamento continua a fare come gli pare: interpello nazionale per mobilità interna per rendere funzionale il Tribunale di Napoli Nord ( ma i tempi di conclusione della procedura non coincidono con la data fatidica del 13.9.2013), procedura straordinaria con l'interpello nazionale per la mobilità dall'esterno per reclutare personale che nulla sa della giustizia; ricorre massicciamente all'autorizzazione per l'uso degli immobili prorogando , di fatto, l'agonia degli uffici e facendo spezzatino del servizio giustizia.
Ora la novità dovrebbe essere l'ipotesi di istituire i "presidi di giustizia" con le stesse funzioni delle sezioni distaccate !! Evviva la coerenza e del "tutto procede bene" !
Tutti tentativi, evidentemente, per nascondere la realtà: la disorganizzazione gestionale sotto ogni aspetto degi tagli...ops della "riforma".
Per tali considerazioni continuiamo la lotta contro i tagli ed una loro revisione e, come ultino tentativo di provocare un sussulto alla politica, abbiamo lanciato una PETIZIONE.
Per coerenza con il vostro attuale orientamento, si suppone contro i tagli, e di vicinanza ai territori, vi invitiamo a :
a) sottoscrivere (ed a farla sottoscrivere) LA PETIZIONE al link http://www.change.org/it/petizioni/parlamento-pres-senato-camera-e-gruppi-parlamentari-approvare-proroga-c-d-riforma-circoscrizioni-giudiziarie-7.
b) farvi promotori di un'iniziativa, trasversale, per sostenere la proroga dei tagli (c.d. riforma) decisa dalla Commissione giustizia del Senato summenzionata con l'approvazione in tempi rapdissimi ma che includa anche i giudici di pace o altro equivalente atto parlamentare.
Lo stesso invito è stato rivolto a parlamentari di tutti i gruppi politici.
La politica ha, quindi, la possibilità di porre rimedio ad un errore epocale FERMANDO l'eliminazione della "giustizia di prossimità territoriale" attuata attraverso la soppressione degli uffici giudiziari e dei giudici di pace.
La politica ha, se vuole, tutti gli strumenti per intervenire urgentemente in tempi brevissimi per evitare lo SFASCIO definitivio della giusitizia.
Sarebbe una scelta coraggiosa per affrancarsi dai diktat istituzionali e riappropriarsi del ruolo del Parlamento quale "luogo centrale e decisionale autonomo". Ma, soprattutto, di rappresentare le legittime istanze di milioni di cittadini-elettori che è il ruolo principale dei politici.
La documentazione sulle nostre ragioni è in possesso dei vostri colleghi della commissione giustizia del senato.
Coordinamento Spontaneo per la controriforma





