Saluzzese - 30 agosto 2013, 09:00

Natura, ritratti e fiori del pittore di Saluzzo Nino Parola dal pomeriggio in mostra alla Croce Nera

Un excursus nell’arte del pittore scomparso nel 1999, allestito dalla famiglia e dall’associazione Collegiun Artium. Con la vendita di un olio su velluto “Rose miste” verrà finanziato il progetto “Ci siamo” della scuola primaria Dalla Chiesa.

Cristina Buffa, presidente dell'Associazione Collegium Artium e Anna Parola moglie del pittore accanto al quadro Rose miste

Cristina Buffa, presidente dell'Associazione Collegium Artium e Anna Parola moglie del pittore accanto al quadro Rose miste

A Nino Parola pittore di Saluzzo, nato nel 1922 scomparso nel 1999, l’associazione "Collegium Artium" insieme alla famiglia dedicano una significativa  rassegna pittorica che sarà inaugurata  nella chiesa barocca della Croce Nera, nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 agosto alle 16,30.

Un excursus di una ventina di tele a partire dal ’35 che documenta  l’ esperienza pittorica dell’artista dalle prime tele a matita, fino alle più recenti. Un ritorno nella sua città, dopo le innumerevoli mostre personali in giro per l’Italia, dalla prima “vernice” al circolo polisportivo  di Saluzzo nel 1946 alle rassegne dopo la sua morte.

L’iniziativa rientra negli obiettivi dell’Associazione “Collegium Artium” che cura l’allestimento. “La bellezza dell’arte portatrice  di messaggi culturali si coniuga con una finalità sociale ed educativa, in un’occasione come quella della mostra che apre  il cuore alla profondità delle emozioni e all’armonia degli accordi che scaturiscono dal pennello dell’artista" - spiega la presidente Cristina Buffa.

Sarà infatti in vendita un’opera di Nino Parola, donata alla stessa Associazione dalla moglie del pittore Anna.  Si tratta del quadro “rose miste” un olio su velluto 40 x 50, una delle  tecniche per la quale il pittore iperrealista saluzzese, nato a Scarnafigi, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Torino è conosciuto. Il ricavato sarà devoluto a sostegno del progetto  “Ci siamo”  della Scuola  “C.A.Dalla Chiesa” del Circolo didattico Saluzzese, volto a stimolare la sensibilità artistica  di alcuni bambini diversamente abili, ospitati e seguiti nello stesso plesso scolastico.

Un contributo che assume rilevanza  - afferma la figlia del pittore Susi  Parola - in un momento di crisi economica e che darà ai bambini la possibilità  di essere rivolti nei coinvolti nei laboratori, lavorando in piccolo gruppo con gli alunni delle scuole primaria e infanzia."

Io non sono una critica d’arte mi limito a raccontarvi il “Nino Parola” papa e artista come l’ho conosciuto – continua la figlia - un papà che mi ha lasciato come eredità immensa l’  amore per ciò che mi circonda, le persone e la natura. Mio padre era innamorato della natura e dell’arte. A soli 13 anni realizzò il ritratto del nonno usando la matita e il lucido da scarpe perché allora non possedeva altro materiale, ma con tanto amore che ancora oggi si parla di questo ritratto”.

Alpino del battaglione Saluzzo Nino Parola, fu anche combattente in Russia, e uno dei pochi a tornare dalla guerra, riuscendo a fuggire e trovare appoggi. “Tornò malato e stanco. Solo con l’aiuto dei sacerdoti dell’allora Collegio di Scarnafigi, riuscì a diplomarsi divenendo poi insegnante di educazione artistica. Dipinse tutto ciò che è natura, dai paesaggi ai fiori alle nature morte. Cercò anche di  realizzare opere che sensibilizzassero i giovani che amava e in cui aveva fiducia. Nacquero così le opere “Angoscia nucleare”, “la spirale che uccide”, “Mondo nuovo”.  Opera quest’ultima che venne donata nel 2003 dalla famiglia a Papa Giovanni Paolo II per volontà dell’artista.

“Viene definito iperrealista perché prende spunto dalla realtà ma egli la modifica a seconda dl suo punto di vista, toglie o aggiunge ciò che non lo ispira , ciò che secondo lui non è necessario o disturba il resto dell’opera”.

Nino Parola che a Roma divenne amico di De Quirico, si confrontò con Castrati, Fontana e altri maestri sperimentò molte tecniche. “Ci fu un tempo in cui dipingeva con la tecnica di Van Gogh: decise pennellate curve – continua la figlia Susi - quando scoprì che questa tecnica era già stata usata, iniziò a distruggere tutti i suoi quadri bruciandoli nella stufa, finchè arrivò una ragazza che diventò sua moglie e ne salvò alcuni. Iniziò così la ricerca di una tecnica sperimentò prima l’olio su tela e più tardi quella ben più difficile dell’olio su velluto. I paesaggi, le nature morte, quasi sempre su tavola, hanno una luminosità talvolta irreale che non sarebbe possibile realizzare sui fondi scuri dei velluti, mente soprattutto i fiori su velluto, sembrano reali, si ha l’impressione di toccare i petali.”

La mostra  di Nino Parola sarà aperta  alla Croce Nera, in piazzetta san Nicola  a Saluzzo fino a domenica  8 settembre con il seguente orario: dal lunedi al venerdi dalle 15 alle 19;sabato 10-12,30 e 15-19 e 20,30-23;domenica 10-12,30 e 15-19.

 

V.B.

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