Attualità - 13 settembre 2013, 11:02

Lesegno, la Riva Acciaio chiude i battenti: i lavoratori non si arrendono

All'orizzonte una richiesta di commissariamento per il gruppo Riva. Nel primo pomeriggio il segretario nazionale FIOM CGIL parlerà ai lavoratori di fronte ai cancelli.

Lesegno, la Riva Acciaio chiude i battenti: i lavoratori non si arrendono

La Riva Acciaio di Lesegno ha comunicato ieri di essere costretta a cessare tutte le attività: 256 dipendenti della provincia di Cuneo rischiano di restare senza lavoro.

Il provvedimento si è reso necessario, afferma l'azienda nel comunicato di ieri, poiché il sequestro preventivo, ordinato dalla Magistratura di Taranto e notificato a Riva Acciaio lo scorso 9 settembre, sottrae all’Azienda ogni disponibilità degli impianti – che occupano oggi circa 1.400 addetti - e determina il blocco delle attività bancarie, impedendo pertanto la normale prosecuzione operativa della Società.

I dipendenti però non si arrendano: c'è grande fermento ai cancelli di ingresso, dove è stato organizzato un presidio. Oggi il segretario nazionale FIOM CGIL Maurizio Landini  parlerà ai lavoratori alle 14.30. Alle 18 poi si terrà un dibattito a Cuneo, attesi anche dei parlamentari cuneesi (Manassero, Gribaudo).

Denaro Corrado, FIOM CGIL, sottolinea la vicinanza ai lavoratori: "Seguiremo la faccenda in prima persona, siamo a fianco dei lavoratori."

L'azienda ha "lasciato in libertà" i lavoratori, che sono rimasti senza alcuna garanzia di reddito ed occupazione: i sindacati hanno loro consigliato di presentarsi comunque sul posto di lavoro, affinché non siano lasciati a casa senza alcuna comunicazione scritta o garanzia.

L'assemblea in programma oggi pomeriggio di fronte ai cancelli intende essere un segnale nei confronti dell'azienda. Il primo intento, rivela Denaro, è quello di "chiedere al GIP di commissariare anche il gruppo Riva, come è avvenuto per l'ILVA", così da garantire la continuazione della produzione, e tutelare i lavoratori.

m.g.

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