La Riva Acciaio di Lesegno ha comunicato ieri di essere costretta a cessare tutte le attività: 256 dipendenti della provincia di Cuneo rischiano di restare senza lavoro.
Il provvedimento si è reso necessario, afferma l'azienda nel comunicato di ieri, poiché il sequestro preventivo, ordinato dalla Magistratura di Taranto e notificato a Riva Acciaio lo scorso 9 settembre, sottrae all’Azienda ogni disponibilità degli impianti – che occupano oggi circa 1.400 addetti - e determina il blocco delle attività bancarie, impedendo pertanto la normale prosecuzione operativa della Società.
I dipendenti però non si arrendano: c'è grande fermento ai cancelli di ingresso, dove è stato organizzato un presidio. Oggi il segretario nazionale FIOM CGIL Maurizio Landini parlerà ai lavoratori alle 14.30. Alle 18 poi si terrà un dibattito a Cuneo, attesi anche dei parlamentari cuneesi (Manassero, Gribaudo).
Denaro Corrado, FIOM CGIL, sottolinea la vicinanza ai lavoratori: "Seguiremo la faccenda in prima persona, siamo a fianco dei lavoratori."
L'azienda ha "lasciato in libertà" i lavoratori, che sono rimasti senza alcuna garanzia di reddito ed occupazione: i sindacati hanno loro consigliato di presentarsi comunque sul posto di lavoro, affinché non siano lasciati a casa senza alcuna comunicazione scritta o garanzia.
L'assemblea in programma oggi pomeriggio di fronte ai cancelli intende essere un segnale nei confronti dell'azienda. Il primo intento, rivela Denaro, è quello di "chiedere al GIP di commissariare anche il gruppo Riva, come è avvenuto per l'ILVA", così da garantire la continuazione della produzione, e tutelare i lavoratori.




