Quando viene raccontato dalla penna graffiante e ironica di uno scrittore come Achille Campanile anche un lutto si può trasformare in una commedia di esilarante comicità. Una delle più divertenti e geniali commedie del Novecento italiano, espressione a tutto tondo del teatro dell’assurdo che fa di Campanile, con Ionesco, il caposcuola del genere.
Alla morte del “povero Piero” i famigliari cercano di rispettarne le ultime volontà: dare la notizia ad esequie avvenute. Ma non è facile nascondere l’accaduto e il salotto di casa diventa sempre più affollato di parenti e di amici che arrivano per unirsi al dolore della vedova. E così, mentre il defunto viene sballottato, trafugato, nascosto negli armadi, si susseguono i rituali, i gesti convenzionali e le piccole ipocrisie legati ad ogni morte: le frasi di cordoglio, le trattative con l’impiegato delle pompe funebri, gli addobbi floreali, i necrologi, i messaggi degli amici. In un crescendo di vicende surreali, di equivoci e sorprese, il riso e il pianto si alternano fino al colpo di scena finale.




