L’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo insieme con l’Università di Torino - Medicina e Chirurgia per il progetto “L’Università al Santa Croce: il valore dell’eccellenza”. Ieri sera, nel Salone d’Onore del Municipio di Cuneo è stata presentata la convenzione siglata tra i due partner, alla presenza del sindaco di Cuneo Federico Borgna, il direttore generale dell’Aso S.Croce Giovanna Baraldi, l’assessore regionale alla Sanità Ugo Cavallera, il coordinatore Aso S. Croce e scuola di medicina di Torino Luigi Fenoglio, il direttore della scuola di Medicina di Torino Ezio Ghigo, il segretario della Fondazione Crc Fulvio Molinengo, il coordinatore Aso S. Croce e Carle scuole di specializzazione Alfonso Pacitti e la partecipazione della Bre Banca.
La convenzione, la prima tra i due enti sul territorio piemontese che disponga un decentramento parziale della didattica, apre le porte ad una collaborazione più stretta tra Ospedale e Università, consentendo agli studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia di effettuare il periodo di tirocinio a Cuneo.
“La convenzione – ha dichiarato Borgna – segna un momento importante per la nostra città e per il territorio, che sottolinea il valore e l’eccellenza dell’ospedale e di chi ci lavora, un momento di crescita e una nuova opportunità per i giovani”. “Collaboriamo da anni con l’Università di Torino – ha spiegato la Baraldi – ma inizialmente era una collaborazione personale, legata al prestigio dei nostri medici, per questo quando il professor Ghigo ci ha proposto la convenzione, abbiamo accolto come un privilegio la possibilità di offrire la pratica clinica, l’esperienza, in una città di provincia”.
Una nuova sfida per l’ospedale di Cuneo, dove, 160 medici hanno dato la loro disponibilità a svolgere il ruolo di tutor, seguendo gli studenti nel loro percorso di studi.
"La sanità è cambiata - ha affermato Fenoglio - e anche le professionalità, i dati a livello internazionale attestano che negli ospedali di insegnamento la mortaltià intraospedaliera è significativamente inferiore alle altre strutture e anche i tempi di ricovero, con conseguente vantaggio per la comunità".
L'assessore Cavallera, infine, ha posto l’accento sull’importanza di “rafforzare il legame tra studenti e territorio, offrendo nuovi prospettive per formare generazioni di nuovi medici garantendo un ritorno positivo a livello locale”.








