Saluzzese - 08 febbraio 2014, 16:40

Roma, 18 febbraio: artigiani e commercianti del Saluzzese insieme alla manifestazione di piazza

Prenotati treni e pullman da ConfCommercio e Confartigianato. Oltre 700 dalla Granda alla volta della Capitale per far sentire la voce delle piccole e medie imprese.

GianMarco Pellegrino, Alberto Anello, Michele Quaglia, Leonardo Colapinto

GianMarco Pellegrino, Alberto Anello, Michele Quaglia, Leonardo Colapinto

Numerosi, oltre la previsione, i commercianti ed artigiani della Provincia di Cuneo, che per la prima volta insieme, parteciperanno alla manifestazione nazionale di Roma, il 18 febbraio, per far sentire la voce delle piccole e medie imprese.

Oltre 600 artigiani dalla Provincia, di cui una sessantina dal Saluzzese; un centinaio i commercianti dalla Granda, di cui oltre una decina da Saluzzo, sono già prenotati sui treni Italo, Freccia Rossa e sui pullman, in partenza per la data del 18 febbraio prossimo.

Dati significativi per una provincia di “Bugia nen”.

Termometro importante della febbre di partecipazione di un comparto, che questa volta ha il desiderio di dire: “Io c’ero” –  afferma il presidente dell’Ascom del Saluzzese Alberto Anello, oggi in conferenza stampa, nella sede di via Torino, per annunciare che le categorie di Commercio e Artigianato locale, fanno fronte comune a difesa delle piccole e medie aziende dei rispettivi settori e, saranno alla manifestazione di piazza,a Roma, per lasciare una traccia del senso della partecipazione insieme.

Obiettivo: far sentire le proprie ragioni e  consegnare al Governo e alla politica proposte per azioni concrete e di immediata realizzazione per uscire dalla crisi.

“Dietro queste categorie non ci sono sigle, ma persone, famiglie che vivono il momento di congiuntura economica sulla propria pelle e che si faranno sentire da chi deve prendere provvedimenti” – ha continuato Anello.

Il tempo delle attese è finito. Per Michele Quaglia, presidente di Zona di Confartigianato  “Questo è un grido d’allarme, l’ultimo grido disperato per un giro di pagina totale. Vogliamo manifestare la nostra contrarietà alla politica che in tutti questi anni non è andata nella direzione della salvaguardia delle nostre aziende.– ha affermato – bisogna chiedersi cosa sarà della nostra economia.  La Provincia di Cuneo, fino ad un certo punto ha sopportato la crisi iniziata nel 2006, ma ora i numeri danno la fotografia della gravità in cui si muove”.

1.492 le richieste di cassa integrazione da parte di aziende nel 2013, il che significa circa 3 mila dipendenti in cassa integrazione; sono 4/5 mila aziende interessate dalla crisi, in modo maggiore l’edilizia con 3 mila aziende  e l’impiantistica.

Ma è sul dopo crisi, la vera domanda da farsi secondo Quaglia. “Quali aziende potranno riaffacciarsi sulla scena dopo gli anni di buio?.

Significativo e impressionante il dato della Camera di Commercio riportato dal vicepresidente di Confcommercio Saluzzo GianMarco Pellegrino: “le aziende nate nel periodo della crisi hanno una durata media di 4 anni. Un tempo che non permette neppure di ammortizzare i costi iniziali. Ogni azienda che smette di lavorare non produce più ed a carico dello Stato”.

A  questo ai  aggiunge  un altro indice di gravità: per la prima volta in provincia di Cuneo, la differenza tra aziende aperte e chiuse ha un saldo in negativo.

Crisi, disoccupazione, pressione fiscale, anche nell’anno in corso si faranno sentire ad alti livelli sulle imprese, già stremate da difficoltà, contribuendo a creare povertà nelle famiglie.

Il mondo della piccola e media impresa, dell’artigianato è un tessuto produttivo importante in Provincia di Cuneo: il numero di partite Iva è altissimo – ha sottolineato Anello – Una azienda ogni 5/6 persone . Il loro declino economico potrebbe portare ad una crisi sociale”.

Secondo esperti la  crisi potrà avere anche ripercussioni, tra 20/30 annim sul sistema sanitario.”Più c’è  povertà, meno si mangia bene, con le conseguenti ricadute sulla salute” – ha aggiunto il vicepresidente.

Senza dimenticare il dramma dei suicidi: 120 nel 2013 “ Gente che muore per dignità, gente  che ha investito tutto per l’azienda – ha concluso Quaglia.

Cosa vogliamo con questa mobilitazione insieme? Cambiare radicalmente rotta, avere risposte concrete ai problemi dal Governo, veder riconosciuta l’importanza sociale delle piccole aziende, far ripartire l’Italia dalle imprese, sempre più appesantite dalla burocrazia.

Pellegrino: “Perdiamo troppo tempo ad adempiere ai doveri, non essendo peraltro mai sicuri di essere a posto. Vogliamo tornare a lavorare.”.

Per info sulla partecipazione a Roma telefonare al  numero dell’Ascom Saluzzo 0175. 42716

 

Vilma Brignone

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