Attualità - 26 febbraio 2014, 09:36

FILCAMS CGIL Cuneo nell’universo del terziario tra inclusione, partecipazione e innovazione

Continuano i congressi di categoria della Cgil. Nella giornata di martedì 25 febbraio si sono conclusi i congressi della Filctem, che riunisce lavoratori della chimica, del tessile e dell’abbigliamento, e della Filcams, di cui fanno parte i lavoratori del commercio.

FILCAMS CGIL Cuneo nell’universo del terziario tra inclusione, partecipazione e innovazione

Il congresso provinciale FILCAMS CGIL si è aperto all’insegna di quattro esigenze primarie: orientare, contrattare, rappresentare e rinnovare. La lunga relazione del segretario uscente, e riconfermato per i prossimi 4 anni, Loredana Sasia è iniziata con l’auspicio di un’Europa più sociale per passare attraverso l’analisi del sistema previdenziale e fiscale italiano e giungere ad esaminare i cambiamenti ed il lavoro svolto sul territorio locale. Per ridefinire al meglio le azioni future del terziario che oggi rischia di diventare una grande fabbrica di incertezza, complice la diffusione dei contratti precari, è necessaria la compattezza del  sindacato. A soffrirne sono, in particolar modo, i lavoratori nel settore dei servizi in appalto (pulizia e servizi ausiliari nelle scuole) e quelli impiegati nel terziario distributivo. “Oramai quasi tutte le aziende della moderna distribuzione organizzata sono colpite dalla crisi- ha affermato Sasia-. La scelta del governo Monti di liberalizzare il settore, sia negli orari che nella distribuzione, non ha incrementato né le vendite né l’occupazione, ma ha prodotto elevati costi sociali con l’effetto che alcune aziende e cooperative del consumo, come nel caso di Cuneo della Novacoop, stanno richiedendo ai dipendenti di lavorare in ordinario la domenica”. Non mancano i casi di aziende che portano avanti una riduzione dei costi disdettando la contrattazione integrativa aziendale con un ricorso che nelle relazioni sindacali del settore non trova precedenti. “In provincia di Cuneo le disdette hanno coinvolto la nostra organizzazione ben due volte: la prima con Carrefour, la seconda con Unifarma di Fossano” ha continuato il segretario provinciale. Ripartire dalla contrattazione sarà uno dei prossimi obiettivi della FILCAMS CGIL al fine di tutelare il contratto collettivo nazionale del lavoro. “La FILCAMS ritiene necessario estendere le proprie azioni anche alla struttura del mercato del lavoro per una maggiore inclusione di chi è escluso dalle tutele” ha detto Sasia. Insieme alla contrattazione è necessario riuscire a migliorare le regole sulle clausole elastiche-flessibili applicate al part time tramite una radicale modifica della normativa vigente. Nel terziario si accentuano maggiormente, quindi, le differenze tra i lavoratori sia dal punto di vista delle tutele sociali che dell’estensione degli ammortizzatori. Riuscire ad incrementare la partecipazione costituisce l’elemento essenziale per riprogettare il paese. “Dobbiamo cercare di trasformare il senso comune ‘sono iscritto quindi esigo un servizio’ in ‘sono associato quindi partecipo’ per contribuire a creare le condizioni per un modello sociale più equo” ha concluso Sasia davanti ai delegati della categoria, rappresentanti gli oltre 2.100 iscritti, a Marinella Migliorini, segretaria generale Filcams Piemonte, Marco Ricciardi, segretario generale Cgil Cuneo e Sabina Bigazzi della Filcams Nazionale.  FILCTEM CGIL, osservatorio privilegiato di competitività   Impossibile evitare il preponderante tema della crisi al congresso, da poco concluso, della FILCTEM CGIL di Cuneo, categoria che riunisce oltre 2400 iscritti. Un processo, quello della crisi, che ha un carattere strutturale e globale e che coinvolge le sfere produttiva, politico-sociale ed ecologica. “Per ciò che riguarda il settore produttivo c’è bisogno del contributo della FILCTEM, sindacato dell’energia, della moda, della chimica e della manifattura, perché rappresentiamo un osservatorio privilegiato sulla competitività delle nostre merci nei mercati internazionali, sul modello energetico, sulla strategicità delle nostre produzioni intermedie e la tenuta di intere filiere industriali nel nostro paese- sottolinea Gaspare Palermo, segretario della FILCTEM CGIL Cuneo-. Siamo, anche per questo, un osservatorio importante sul mercato del lavoro e sulla legislazione che ha prodotto lo svilimento del lavoro, sul grado di integrazione dei migranti, sulle pari opportunità in termini di buone pratiche nella formazione, nell’investimento sulle persone e possiamo, da sindacato dell’industria e delle reti energetiche, offrire uno spaccato anche dell’Italia che non ci piace, quella di Prato e dello sfruttamento di uomini e donne, italiani e stranieri. Ci sono alcune parole chiave da cui non si può prescindere quando si vuole affrontare il tema del futuro: crisi, manifatturiero e lavoro”. In questa prospettiva il manifatturiero della FILCTEM, nella sua articolata configurazione, deve giocare un ruolo da protagonista. Attualmente, nonostante l’impatto della crisi, l’aggregato economico-occupazionale formato dalla filiera del tessile-abbigliamento, insieme a quella della concia, articoli in pelle e calzature, gomma-plastica, vetro – piastrelle – ceramica, occhialeria e lavanderie industriali è formato da oltre 800 mila occupati presenti in più di 40 mila imprese. Per uscire dalla crisi e accelerare nella direzione di un rinnovamento strategico-organizzativo utile a rafforzare il posizionamento del nostro apparato produttivo, tema chiave dovrà infatti essere il lavoro, inteso in una nuova declinazione di competenze, responsabilità e organizzazione, coerente ad uno scenario in cui si assiste: ad una intensificazione dei contenuti tecnologici del prodotto che ne estendono anche le aree di utilizzo e che si associa ad un ampliamento dei contenuti immateriali (simboli e creativi) tipici del Made in Italy; ad uno spostamento geografico dei consumi e della concorrenza verso i paesi di nuova industrializzazione; ad un’attenzione crescente verso il tema della sostenibilità sociale ed ambientale, che coinvolge sempre di più il consumatore nelle sue scelte di acquisto. La Cassa integrazione di dicembre in provincia di Cuneo ha registrato il dato più alto di tutta la regione, quindi anche Cuneo oggi vive una pesante crisi che si ripercuote sulle aziende del nostro territorio e che non è più “un’isola felice”. Le crisi aperte sul territorio sono attualmente quelle Kinkler Sire, Novaplast, Grim, Mondo e Miroglio solo per fare alcuni esempi, “ma tutto il nostro manifatturiero arranca- conclude Parlermo-. In tal senso un patto va costruito con gli enti locali per fare in modo che diventino sempre più protagonisti e non semplici spettatori solidali nelle situazioni di crisi dove la priorità assoluta deve essere la tenuta occupazionale già pesantemente messa in discussione anche nel nostro territorio ed anche nella nostra categoria e nelle aziende da noi organizzate. Al temine del congresso si è svolta la votazione che ha portato alla riconferma del segretario provinciale FILCTEM Gaspare Palermo.

 

c.s.

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