Dura mezz’ora, forse meno, l’atteso Consiglio Comunale di ieri sera a Paesana. E delude le attese, dal momento che non si occuperà – comprensibilmente - dell’argomento del giorno: la sempre più discussa gestione della Casa di riposo del paese.
“Stiamo acquisendo informazioni utili e le valuteremo insieme con voi non appena avremo il quadro completo, perché qui uno sostiene una cosa e l’altro l’esatto contrario” dirà il sindaco Mario Anselmo a Rosina Peiretti, che dai banchi dell’opposizione aveva chiesto lumi sulla spinosissima questione.
Per affrontare e discutere tutto il resto (accordi bonari per l’acquisizione di 7 piccole parti di terreno, individuazione di un’area da assoggettarsi a piano di recupero di libera iniziativa e cittadinanza onoraria a due sacerdoti storici del paese di cui tratteremo ampiamente a parte, nei giorni a venire) bastano una quindicina di minuti o poco più.
Diverso, invece, il discorso legato alle mai banali “comunicazioni” del primo cittadino.
Due, su tutte, quelle più interessanti.
Quella con la quale ha dato lettura della risposta della Provincia ai rilievi mossi dalla minoranza di Paesana sulle dimensioni del parapetto del ponte sul Croesio, in località bivio Rocchetta, lungo la Provinciale 26, dove in novembre scorso si era verificato l’ennesimo incidente stradale: “Il parapetto è stato realizzato in osservanza di quelle che erano le norme in vigore nel 2005. Che oggi sono cambiate, ma noi non abbiamo i soldi per adeguarci”. Disarmante.
E quella dedicata alla fine del contenzioso con la società che sino a due anni fa ha gestito gli impianti di risalita della stazione di Pian Munè, con la quale il sindaco si è voluto togliere un paio di sassolini dalle scarpe: “Sento tanti assurdi commenti dal momento che abbiamo ritenuto i circa 22mila euro elargiti per errore (il sindaco ha giustificato l’errore della responsabile del servizio: ndr) e poi lasciati nelle casse della Società dell’epoca per porre fine alla questione. A tal scopo mi preme dire che non abbiamo regalato niente a nessuno, ma fatto la cosa più utile e forse vantaggiosa per il Comune dal momento che credevamo coretto e doveroso addivenire ad una transazione. In buona sostanza pensiamo di poter dire che abbiamo speso 22mila euro ma assai di più sono quelli che, con questa soluzione, abbiamo risparmiato”.





