Cgil, Cisl e Uil intervengono, a due giorni dallo sciopero del settore del trasporto pubblico, evidenziando il clima di incertezza nel quale versa l'intero comparto.
Mercoledì 19 marzo sciopereranno in questa provincia le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico, per dire con fermezza la loro contrarietà ai tagli già attuati e a quelli ultimamente disposti dalla Regione Piemonte alla conurbazione di Cuneo.
Continua infatti l'incertezza: non si capisce ad oggi quale scelta il Comune di Cuneo intenderà operare a causa della riduzione, da parte della Regione, del 47% delle risorse dedicate al trasporto per la città. Il rischio di un ulteriore taglio dei servizi è molto concreto.
Molti posti di lavoro sono in pericolo, in un settore dove non esistono neanche gli ammortizzatori sociali. Ma questo ulteriore taglio determina un peggioramento della condizione delle persone, a partire da quelle più povere e anziane. Colpire i trasporti pubblici significa peggiorare la qualità della vita nella città, l'ambiente e anche l'economia di tutta la nostra realtà.
Questo taglio è un passo ulteriore verso la distruzione del sistema dei trasporti della nostra provincia, ricordiamo:
· la chiusura della Cuneo – Saluzzo, della Saluzzo – Savigliano, della Cuneo – Mondovì e ancora della Ceva – Ormea;
· Le riduzioni effettuate dalla Provincia di Cuneo al trasporto su gomma hanno colpito in particolare le corse per gli stabilimenti industriali, le Vallate e da settembre le corse scolastiche;
· le catastrofiche decisioni assunte sulla linea internazionale Cuneo Ventimiglia.
Le scelte sin qui fatte sul sistema dei trasporti hanno peggiorato l'isolamento del nostro territorio e stanno condizionando pesantemente lo sviluppo di tutta la nostra struttura produttiva.
Riteniamo improcrastinabile l'apertura di una vertenza territoriale che coinvolga tutti i soggetti presenti sul nostro territorio: Enti Locali, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e di categoria, fondazioni bancarie.
Ricordiamo che i trasporti sono un sistema e la discussione va affrontata nel suo insieme. Il singolo Comune da solo difficilmente riuscirà a salvarsi dai tagli e nello stesso tempo, per competenze, non può avere una visione di sistema. Pertanto, l'unico modo per affrontare il futuro è mettere insieme tutte le “energie” presenti nel nostro territorio.





