Quella che comincia oggi sarà una lunga settimana di Passione, e non certo per l’avvicinarsi della Pasqua, per Paesana.
Settimana di Passione per l’Amministrazione Comunale, attesa da decisioni non facili (quali che esse saranno) che dovranno però ridare finalmente pace e serenità ad una Casa di riposo letteralmente sventrata dalle polemiche di questi giorni e sulla cui metodologia di gestione piovono ogni giorno nuove accuse.
Ma settimana di Passione anche per il Consiglio d’Amministrazione della struttura per anziani che - aldilà della dichiarazioni di facciata del suo presidente che trasudano una finta tranquillità - è relegato nello scomodo ruolo di chi attende decisioni altrui, conscio che tutto (o quasi) gli si sta rivoltando contro, dopo mesi e mesi di colpevole silenzio, che la “paura di ritorsioni” da sola non è sufficiente a spiegare.
Avverrà tutto quanto prima. Forse sarebbe già addirittura avvenuto se Enrico Miolano, il capogruppo di minoranza, non fosse stato trattenuto lontano dal paese da gratificanti impegni professionali. Il sindaco Mario Anselmo – che nei giorni scorsi è stato nuovamente contattato da un manipolo di parenti degli ospiti - ha deciso di rompere gli indugi e di non perdere altro tempo. Nei prossimi giorni, forse già addirittura domani, convocherà maggioranza ed opposizione per una serata a porte chiuse cui avranno accesso soltanto dipendenti e famigliari degli anziani, al termine della quale si tireranno le somme. La sensazione è che tutti abbiano le idee molto chiare in merito e che si vada ineluttabilmente ma quasi unanimemente verso l'unica soluzione possibile.
Nel frattempo le lettere e gli articoli di giornali hanno segnato non poco l’umore dei responsabili della struttura. Nei giorni scorsi ad alcuni dipendenti sarebbero state… promesse “sorprese” a proposito di quello che sarà l’orario di lavoro del prossimo aprile. Piccinerie. Che serviranno a poco, perchè all’interno della struttura la paura ha ormai fatto spazio alla voglia di dignità per se stessi e per gli anziani. E quando si rompono gli argini, nulla e nessuno ha il potere di riportare il fiume in piena nel suo letto.
Aldo Nosenzo, il presidente del Consiglio d’amministrazione - ex collega dell’Eco del Chisone e forse per questo in passato sempre loquace con la stampa locale – continua a tacere. Il suo sistema forse un po' monarchico di gestire la Casa di riposo (l’augurio è che né lui né la responsabile della cooperativa abbiano mai pronunciato quel “Signori, se non vi va bene questa struttura, ve ne sono molte altre pronte ad accogliervi” di cui li si accusa, manco la Casa di riposo fosse una "cosa” loro e non dei paesanesi) ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue lacune. Che hanno procreato tutto quel casino scoppiato in questi giorni, dal quale non sarà facile uscire, se non in un modo soltanto.
Re Aldo appare ogni giorno di più un “re nudo”. Che si difende attaccando. Segno di estrema debolezza ed indice di chi è a corto di argomenti propri. Che cerca di sbugiardare i giornali quando questi hanno scritto che sui veleni stanno raccogliendo informazioni anche i carabinieri di Paesana: “Non credete a quanto scrivono, non è vero niente”. Invece è bene che si sappia che è tutto vero: da tempo, da molto tempo e non soltanto dopo i fatti di questi ultimi giorni, i carabinieri della locale stazione prestano orecchio a quando si dice accada in Casa di riposo. E si informano, ascoltano, annotano, chiedono conferme... E forse non soltanto loro.





