Attualità - 09 giugno 2014, 14:28

“Impensabile che uno studente possa restare attento alle lezioni per 6 ore consecutive”

Lettera dei rappresentanti di classe del “Denina” sulla paventata settimana corta

“Impensabile che uno studente possa restare attento alle lezioni per 6 ore consecutive”

Gentile direttore,

Facciamo seguito alla lettera di alcuni docenti della nostra scuola, già pubblicata dal vostro giornale, per esporre anche le ragioni di noi studenti del “Denina” (o almeno di una grossa maggioranza di loro) in merito alle questioni dell’orario scolastico per il prossimo anno, ragioni che peraltro nei giorni scorsi abbiamo già illustrato ai responsabili della scuola.

 

Si vuole ancora una volta sottolineare che la distribuzione dell’orario scolastico su cinque giorni settimanali, anziché sei, avrebbe come risultato un’enorme quantità di svantaggi, a partire dallo svolgimento di 6 ore consecutive in una mattinata con termine alle ore 13:50.

È impensabile che lo studente possa restare attento alle lezioni per così tanto tempo nonostante i due intervalli; e questo un docente con un minimo di esperienza lavorativa dovrebbe riuscire ad intuirlo.

Dato questo orario di fine lezione, gli allievi dovrebbero pranzare a metà pomeriggio, cosa poco salutare per il bilancio energetico del corpo e comunque molto problematica per la famiglia.

Oltre all’orario prolungato del mattino, ovviamente si presenterebbe anche la frequenza di un pomeriggio di due ore, che sommate alle sei precedenti provocherebbero uno stress psico-fisico notevole allo studente.

Il giorno seguente al pomeriggio scolastico, si potranno avere, e si avranno sicuramente, verifiche e interrogazioni; fatto elementare, ma assolutamente da non sottovalutare. Lo studente dovrebbe avere solamente la possibilità di ripassare, ma se l’arrivo a casa è previsto per l’ora di cena, ciò come sarà possibile?

Legato al pomeriggio si ha un altro problema: la pausa a pranzo, che deve essere almeno di un’ora visto che davanti alla legge gli studenti sono considerati come lavoratori non retribuiti.

Chi gestirà i ragazzi in questa pausa?

Si avranno centinaia di ragazzi che vagheranno per Saluzzo?

Il pranzo caldo ha un costo eccessivo da poter essere affrontato tutte le settimane, per cui i ragazzi si dovrebbero accontentare di panini o di cibo “spazzatura”.

Ma a lungo termine questo è salutare per il corpo degli adolescenti?

Sarà garantita una mensa scolastica con prezzo convenzionato per i ragazzi?

Visto questo cambiamento di orario, diverso da quello degli altri istituti di Saluzzo, verrebbe garantito il servizio autobus per il rientro alle proprie abitazioni?

Anche qui è impensabile che le ditte di trasporto aggiungano linee per agevolare gli studenti, quando non hanno i finanziamenti e si trovano costretti a sopprimerne altre.

In questo modo gli studenti sarebbero obbligati a trascorrere tempo, ormai diventato prezioso per il loro studio pomeridiano, a girovagare per la città, sempre se permesso dalle condizioni atmosferiche.

A questo punto il tempo libero a disposizione dei ragazzi si azzera, coloro che svolgono sport o altre attività culturali non avrebbero più tempo materiale per svolgerle.

Purtroppo si è capito che, nonostante si siano effettuati sondaggi e referendum sull’interrogativo “settimana lunga o settimana breve?”, e questi siano risultati nettamente a favore della settimana lunga, l’istituzione scolastica ha proposto la scansione oraria di cinque giorni settimanali con l’intenzione di porla come definitiva. Questo - riteniamo -   soprattutto per il bisogno di avere il sabato libero di alcune componenti scolastiche.

Da ultimo, la settimana corta con il sabato libero e la scansione oraria proposta sottrae molto tempo libero agli studenti che potrebbero dedicare alla famiglia, alla loro vita, alle passioni, alla cultura, allo sport e, cosa non meno importante, allo studio.

Si spera che la democrazia presente nell’istituzione della scuola non venga superata da desideri personali di una minima parte di coloro che vi appartengono.

 I rappresentanti di classe del “Denina”

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