Attualità - 11 agosto 2014, 19:21

Il collegamento stradale tra Italia e Francia è ripiombato alle condizioni del ventennio fascista

Si è parlato di Tenda e di tutti i problemi conseguenti ai lavori nell'incontro in Confcommercio. Intento unanime: Ci rivolgeremo al ministro Lupi e al presidente Renzi”

Il collegamento stradale tra Italia e Francia è ripiombato alle condizioni del ventennio fascista

La ricerca di un incontro con il ministro Lupi e, la sensibilizzazione di tutti i parlamentari della provincia sono il percorso individuato questa mattina dai partecipanti all'incontro indetto da Confcommercio sulla questione dei lavori per la nuova galleria del Tenda.

La posizione del sindaco di Roccavione, Germana Avena, di quello di Vernante Fulvio Dalmasso, dei consiglieri Meo Marro di Limone e Loredana Casu di Robilante, del presidente dell'Atl delle valli cuneesi Gianni Vercellotti, della Lift, la società degli impianti di risalita della Riserva Bianca, Gianni Morzenti, del direttore della Confcommercio provinciale e dei vertici della associazione commercianti di Cuneo, con il presidente Luca Chiapella, i vice Carlo Giraudo e Marco Fuso, oltre al direttore Giuseppe Origlia, è stata univoca.

Si è denunciato come le informazioni, legate a comunicazioni scritte, relative al calendario dei lavori, siano poco chiare, spesso in francese, a volte discordanti dalle assicurazioni rese a quattr'occhi, si sono espressi dubbi sulla durata dell'intervento, ritenendo che il tempo previsto per i lavori propedeutici allo scavo della nuova galleria sia eccessivamente dilatato e giustifichi qualche apprensione per quelli successivi di realizzazione del nuovo passaggio (tempo previsto: 7 anni) e si è lamentato il fatto che le esigenze delle popolazioni e della vita economica locale siano tenuti in scarsa considerazione.

Tutto questo in un contesto che è, in linea di principio, favorevole alla realizzazione, la ritiene utile a supportare il movimento turistico e lo scambio di merci tra provincia di Cuneo, Riviera dei Fiori e Cote d'Azur. Restano, per quanto riguarda il cantiere, alcuni problemi irrisolti quali la collocazione dei baraccamenti e la centrale di bettonaggio, individuata inizialmente nelle casermette di Panice di cui il Genio Militare avrebbe già dichiarato l'indisponibilità.

É alla ricerca di soluzione anche la questione dello snodo stradale di Bragard, lungo la statale per il colle, determinante per consentire l'accesso agli impianti di quota 1400 ed a Limonetto. Quest'ultima località, in particolare, guarda con preoccupazione alla praticabilità della strada nel periodo invernale, per la dichiarata indisponibilità della Provincia ad effettuare lo sgombero neve, diffidando, nel contempo, il comune di Limone dall'intervenire senza incorrere in una presunta “distorsione di risorse”.

I problemi di viabilità preoccupano la Lift, società che gestisce gli impianti a quota 1400 ed ha in corso un investimento di 570 – 580.000 euro per un nuovo, modernissimo sistema di gestione della biglietteria e di promozione con vendita tramite internet.

“Si tratta – ha precisato Morzenti - di una innovazione unica in Italia. Senza ricadute adeguate, si rischierebbe il tracollo”. Il danno causato dalle aperture a singhiozzo del colle è evidente sia nel calo delle acquisizioni immobiliari sulla riviera ligure di ponente ed in Cote d'Azur, sia in quello delle presenze dei francesi. Fa eccezione l'area monegasca che non è mai venuta meno al suo legame con Limone Piemonte.

“I dati delle presenze – ha avvallato Gianni Vercellotti – evidenzia un apprezzabile incremento di turisti belgi, olandesi e tedeschi e conferma il calo dei francesi, provenienti in particolare dal nizzardo, da sempre ospiti maggioritari nelle vallate del cuneese. Si tratta di recessioni difficili da recuperare”.

Queste le premesse dell'azione che vuole coinvolgere parlamentari, ministro e presidente del Consiglio, anche sottolineando il drastico calo del gettito fiscale conseguente alla crisi che si prospetta non solo nella zona del Vermenagna, ma anche nelle contigue valli Gesso e Pesio, coinvolgendo tutti i comuni, compreso quello del capoluogo che ha sempre beneficiato del transito turistico attraverso il colle.

Il collegamento stradale tra Italia e Francia – si è ribadito - è ripiombato alle condizioni del ventennio fascista, a fronte di un incremento di traffico di cui non si può non tener conto. A conclusione dell'incontro si è deciso di non proporre soluzioni che spettano ai tecnici. Se non saranno adottate misure adeguate, si farà ricorso a forme di protesta, visto che le difficoltà sono documentate, che la sola Lift dà lavoro a circa 800 persone, che le conseguenze della crisi si ripercuoteranno anche sull'imposizione fiscale, che altrove i disagi sono stati attenuati dalla realizzazione di opere accessorie in questo caso non adeguatamente definite nel progetto esecutivo o dal versamento di cifre anche ingenti quali risarcimento per i danni causati dai cantieri.

Non solo, ma ulteriori incontri, eventualmente allargati anche al sindaco di Cuneo, città che potrebbe fungere da centro catalizzatore, si svolgeranno puntualmente per prepararsi agli auspicati appuntamenti romani ed alla Conferenza intergovernativa Italia – Francia, prevista a fine settembre – inizio ottobre a Limone Piemonte.

cs

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