Attualità - 20 agosto 2014, 12:29

Giovani stregati dal “selfie” corrono a 100 all’ora senza guardare la strada

Una nuova ricerca Ford sulle distrazioni alla guida evidenzia che 1 giovane su 4 si è scattato una foto al volante. Lo studio rivela inoltre che molti “postano” o controllano i social network mentre guidano

Molti giovani giocano con il telefono quando guidano l’auto

Molti giovani giocano con il telefono quando guidano l’auto

Percorrere in auto la distanza equivalente a 5 volte Piazza Galimberti a Cuneo o per chi non la conoscesse (si vergogni! E’ una piazza stupenda!) 5 volte un campo di calcio trastullandosi con il telefono pur essendo al posto di guida può essere fatale.Venti secondi di buio a 100 all’ora per “postare” o controllare i social network.

Ford ha condotto la ricerca su un campione di 7.000 giovani europei (nella fascia di età 18-24), utilizzatori di smartphone, nell’ambito del programma di corsi di guida responsabile Driving Skills For Life, per evidenziare i rischi derivanti dall’utilizzo degli smartphone alla guida. Sebbene la quasi totalità degli intervistati riconosca che l’utilizzo del cellulare alla guida rappresenti un pericolo e sia consapevole dei relativi rischi, i numeri descrivono uno scenario in cui i giovani tendono, con una prevalenza dei ragazzi sulle ragazze, ad ignorarne le possibili terribili conseguenze.  Gli inglesi sono i maggiori ‘selfie-dipendenti’ mentre in Italia la pericolosa abitudine riguarda circa 1 giovane su 4. Il 40% dei ragazzi italiani, inoltre, ha scattato foto durante la guida, e per di più accede ai social network mentre è al volante.

Stante la fascia di età (18-24) com’è possibile che tutto ciò accada? Non stiamo attraversando una crisi mondiale che non consente ai giovani di entrare nel mondo del lavoro e di guadagnare uno stipendio? Con quali soldi allora i ragazzi possono disporre di smartphone e auto? Genitori che alla loro età andavano in bici e, magari, quando dovevano telefonare (avevano il telefono in casa o andavano al posto pubblico?) spendevano poco guardando sempre all’incubo della bolletta in arrivo, oggi mettono a disposizione di “poveri” disoccupati auto e telefoni di ultima generazione unitamente a vitto, alloggio e camicie stirate nel cassetto. I figli sono “piezz’e core” e cosa non farebbero i genitori per soddisfare i loro desideri? Quanto risparmiato per una vita viene messo a disposizione della creatura che non lavora e non ha un reddito. Per l’oggi può anche andare bene, ma a questo punto una domanda sorge spontanea.

E’ meglio far sorridere il giovane nel breve consentendogli auto e smartphone oppure averlo in casa con i musi da mane a sera, provvedendo però a metter per lui da parte un gruzzolo (assicurazione, investimenti produttivi ecc.) da utilizzare quando anziano (no lavoro, no contributi) non avrà diritto alla pensione?

Indovina, indovinello…

       

Giulio Conter

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