Attualità - 10 settembre 2014, 19:01

Graglia (FI): "Se davvero nello Sblocca Italia vi è qualche spiraglio minimo per riaprire la partita autostradale, lo si persegua immediatamente"

"Oggi torna più che mai in primo piano il tema della necessità di una lotta trasversale contro l'isolamento in cui il nostro territorio potrebbe ricadere per effetto di una deriva Torino-centrica. Se applicassero lo stesso metro di ragionamento, i cuneesi dovrebbero chiedere conto di tutte le volte in cui si sono fatti fiscalmente carico di opere e interventi in altrui territori"

Graglia (FI): "Se davvero nello Sblocca Italia vi è qualche spiraglio minimo per riaprire la partita autostradale, lo si persegua immediatamente"

"Per quanto non espliciti e ancora generici, i minimi spiragli individuati nello Sblocca Italia per favorire la ripresa degli interventi di conclusione del collegamento autostradale nei lotti cuneesi e albesi devono essere perseguiti con effetto immediato, e lavorando per salvaguardare e anzi rafforzare la competitività e la capacità attrattiva di questa infrastruttura dal punto di vista tariffario e della viabilità complementare alla sua piena accessibilità. Senza dimenticare che in discussione, per la nostra provincia, torna l'intero capitolo infrastrutturale, e che si riaffaccia la necessità di un impegno trasversale contro i rischi di una ricaduta in un isolamento tutt'altro che splendido". Lo dichiara Franco Graglia, Vice Capo Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: "Questo Governo deve esprimersi con il coraggio della chiarezza, circostanza a oggi non verificatasi. Se da una parte, pur mai inserendo l'autostrada fra le opere da portare a compimento in maniera espressa, si inserisce una clausola per riaprire le trattative con il soggetto concessionario, dall'altra non va dimenticato come, in occasione di un convegno pubblico organizzato a Cuneo sui temi dei trasporti e delle infrastrutture in quota, un autorevole esponente parlamentare del Pd, partito di governo nazionale e regionale, abbia definito la stessa Asti-Cuneo una priorità di fascia B. Occorre essere sinceri con la Comunità cuneese, e mettersi subito al lavoro per agganciare il piccolo spiraglio introdotto attraverso un provvedimento governativo che con una mano vorrebbe rilanciare qualche investimento in opere pubbliche ma con l'altra toglie drasticamente i fondi necessari alla manutenzione del patrimonio pubblico, mentre a livello governativo regionale si assiste al tentativo di ristabilire una sorta di deriva Torino-centrica nei trasporti e nelle infrastrutture, con costi economici e sociali che sarebbero doppi per i contribuenti cuneesi i quali, se applicassero lo stesso metro di ragionamento, dovrebbero chiedere conto alle Istituzioni torinesi e romane di tutte le volte in cui si sono fiscalmente fatti carico di opere e interventi in altrui territori".

rg

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